di
Armando Calizzi La
Puglia porta fortuna al campione toscano che si ripete dopo il successo di S.
Maria di Leuca nel 1989. Ottime le prestazioni di Riolo e Antonini; incolore
Bellani; Milano e Ponzio le belle sorprese. Si
sono tenuti a Torre S. Giovanni in provincia di Lecce i campionati assoluti di
pesca subacquea 2000
nelle giornate 21,22 e 24 giugno. Ad aggiudicarsi il titolo ceduto dal siciliano
Aldo Calcagno è stato il grande atleta grossetano Marco Bardi, portacolori del
team Omer e da tempo ai massimi livelli della pescasub nazionale e
internazionale. La vittoria è arrivata in seguito a tre giornate disputate con
eccezionale regolarità e sagacia tattica che hanno permesso a Bardi di
spuntarla sul rivale diretto Nicola Riolo autore anch’esso di una splendida
prestazione. Molto buone anche le prestazioni di Calcagno (settimo ma in ripresa
dopo la prima giornata compromessa da un malore), Antonini (quarto) e
Ramacciotti (quinto). Belle le gare delle due sorprese del campionato: Milano
(terzo) e Ponzio (campione in carica di seconda categoria, giunto sesto).
Sottotono il nazionale Stefano Bellani (undicesimo). In
definitiva i presenti hanno potuto godersi una competizione decisamente
equilibrata, combattuta e spettacolare, con le posizioni di vertice che si
modificavano di continuo e parecchi colpi di scena. La
competizione si è sviluppata su una vasta zona di grotto con alcune lastre
abitate che si estendeva lungo tutto il campo-gara, compreso tra Punta del Pizzo
e Torre Pali. Stiamo parlando del versante ionico della penisola salentina già
teatro alcuni anni orsono di un campionato per società vinto dal club Foce del
Mignone. La morfologia del fondale, unitamente ad alcuni fattori contingenti, ha
permesso agli atleti di fare carniere su fondali piuttosto accessibili, entro i
25 mt. Uno di questi fattori è stato certamente il fatto che il torneo si sia
tenuto in giugno (a causa dell’imminenza dei mondiali di Tahiti) anziché a
settembre come di consueto, dunque con pesce ancora in entrata e non molto
fondo. I carnieri non sono stati eccezionali ma comunque all’altezza della
situazione con molto pesce bianco (soprattutto saraghi). Da
rilevare il clima di grande cordialità e goliardia che permeava ogni iniziativa
correlata alla manifestazione: tutto si è svolto in maniera lineare e
tranquilla senza il minimo accenno di polemica. LA
CRONACA Il
campionato ha preso il via mercoledì 21: dopo le formalità di rito si parte
con un leggero ritardo sulla tabella di marcia. Il mare è calmo, animato solo
da una leggera brezza ; la visibilità in acqua non è eccellente ma non
pregiudica le prestazioni degli atleti. Dopo circa un’ora e mezzo il primo
colpo di scena: il campione in carica Aldo Calcagno ritorna mestamente in porto
per un attacco febbrile che non gli consente di andare avanti; il cappotto è
evitato con la cattura di due saraghi e una murena. Il
primo a rientrare in porto dopo il ritrovo al centro del campo-gara, il
profondista Gabriele Del Bene, non a suo agio in acque poco impegnative dal
punto di vista fisico: nel cavetto solo un cefalo e un tordo. Subito dopo il
giovane Petrollini mostra un discreto carniere di pesce bianco. Cominciano a
rientrare un po’ tutti alla spicciolata e i primi applausi sono per Bardi e
Ramacciotti con un buon numero di saraghi a testa. Ma la piccola folla ai
margini dello scivolo di cemento si esalta solo all’arrivo di Riolo che mostra
orgoglioso una bellissima collana di saraghi, e del sorprendente Sebastiano
Pisci che stupisce con un carniere di cefali e due lecce da Kg. La
giornata è vinta proprio dall’atleta siracusano con Riolo secondo, Praiola
terzo e Bardi quarto. Male Bellani, non a suo agio nel grotto, ventiduesimo;
Calcagno si piazza al venticinquesimo posto. Giovedì
22 seconda partenza con condizioni ambientali non dissimili rispetto a quelle
del giorno prima. Questa volta però alla pesatura le posizioni al vertice cambiano in maniera radicale: primo
Calcagno che denota grinta e capacità di concentrazione fuori dal comune
riagguantando la testa del gruppo dopo il malanno della prima giornata; secondo
Bellani che si riattesta su posizioni più consone al suo altissimo livello
tecnico, terzo Gabriele Del bene, anch’egli ripresosi dalla forte debacle di
mercoledì, quarto l’ottimo Ponzio e quinto ancora Marco Bardi; solo settimo
Riolo. Dopo
la giornata di riposo si riparte sabato 24 questa volta rispettando precisamente
gli orari di partenza e rientro. Ancora una volta mare calmo e acqua non
limpidissima ma oggi a complicare un po’ gli sforzi dei pescatori una corrente
piuttosto sostenuta che disturba i tuffi più fondi (mai comunque oltre i
–25). Le notizie iniziano ad arrivare a terra già dalla prima ora di gara: si
parla di Riolo che sta catturando diversi saraghi, Bardi si sta concentrando su
delle tane colme di sparidi ma stavolta Antonini si inserisce nella lotta
anch’egli con una serie di catture di maggiori effettuate negli spacchi del
grotto. Si parla di una cernia che sarebbe stata catturata da Ponzio
all’imboccatura di una tana. La tensione stavolta è alta dal momento che oggi
ci si gioca tutto senza ulteriori prove d’appello e ne sono permeati anche i
piccoli gruppetti di parenti e amici degli atleti appostati nervosamente sulle
banchine del porticciolo. Alle 13.30 i primi rientri e con essi i primi verdetti
ufficiosi: delusione per Bellani e per il locale Congedo; disastrose le
prestazioni di Paggini, Agostini e Nicolicchia che alla fine retrocederanno in
seconda categoria. Ma ecco il momento dell’arrivo dei favoriti: il primo è
Ramacciotti con un bel carniere di maggiori e una bellissima corvina che alla
pesatura risulterà superiore ai 1700 g. E’ la volta di Riolo con una decina
di sparidi di grosse dimensioni. Ma gli applausi scattano fragorosi all’arrivo
di Fabio Antonini che mostra orgoglioso una collana di saraghi di tutto
rispetto. Ora si aspetta solo Marco Bardi che le voci di corridoio vorrebbero
vincitore anche in virtù dei risultati ottenuti nelle prime due giornate. La
lotta comunque è accesissima soprattutto per la vittoria di giornata. Ed ecco
il momento topico: il campione grossetano rientra in porto esultando già prima
di mostrare il pescato, poi afferra il cavetto stracolmo di saraghi e lo mostra
euforico alla folla appollaiata
sulle banchine. Ormai ci sono pochi dubbi: il vincitore è lui. Il dato viene
confermato dalla pesatura che gli consegna anche la vittoria di giornata con 17
prede valide; secondo Antonini sempre con 17 prede; terzo Riolo con 9 prede
valide. Alla bilancia si segnala positivamente anche il bravo Ponzio,quarto, che
peraltro cattura la più bella preda del campionato, una notevole cernia bianca
del peso di 5200 g. fulminata su un fondale di 18 m. all’imboccatura della
tana. Bene anche Calcagno (quinto) e Ramacciotti (sesto). Alla fine dei conti i
verdetti nella classifica finale sono chiari: Bardi campione, Riolo secondo,
Milano terzo, Antonini quarto, Ramacciotti quinto, Ponzio sesto. I
COMMENTI Bardi: “Sono veramente
soddisfatto. A quanto pare la Puglia mi porta fortuna dopo la vittoria del 1989
e il secondo posto del 1997 ottenuti entrambi a S. Maria di Leuca. Spero proprio
che organizzino quanto prima un altro assoluto da queste parti! Il campo di gara
inizialmente mi aveva un po’ deluso dal momento che non avevo visto girare
molto pesce e credevo che qualcun altro avesse trovato zone più favorevoli,
quindi prima dell’inizio del campionato non ero pienamente consapevole della
possibilità di vittoria. Poi però ho impostato la gara sulla regolarità,
tentando di prendere meno rischi possibili e concentrandomi su zone che
immaginavo potessero garantirmi dei risultati positivi nelle tre giornate.
Tant’è che ho rinunciato a cercare cernie anche se ne avevo segnate tre sulle
quali però non ho voluto perdere tempo di proposito. Probabilmente questa è stata la mia carta vincente visto che
gli altri hanno ottenuto risultati piuttosto altalenati, alternando prestazioni
di alto livello ad altre mediocri. Poi ho legittimato il successo nell’ultima
frazione di gara ottenendo il primo posto con un considerevole carniere di
saraghi realizzato con una prestazione maiuscola. Il primo giorno ho pescato
prevalentemente all’aspetto perché avevo notato che il pesce non aveva la
tendenza a intanarsi, mentre nelle altre due giornate ho preferito impostare la
gara sulla tana. In particolare sabato ho lavorato parecchio su una tana alla
partenza che conoscevano in molti. Infatti nelle prime battute eravamo in otto,
forse nove sulla stessa lastra. Le condizioni non erano favorevoli data la forte
corrente, tanto che molti hanno desistito quasi subito mentre io ho deciso di
insistere e in effetti la scelta è stata azzeccata perché lì ho preso la
maggior parte dei saraghi.” Riolo: “ Un vero
peccato! Il secondo posto è sicuramente un bel risultato ma sono molto
rammaricato per come è andata la gara, sicuramente con un po’ di fortuna in
più avrei potuto contendere la vittoria a Marco. In particolare nell’ultima
giornata avevo una tana zeppa di saraghi, ne avevo stimato circa 100! Ovviamente
mi ci sono buttato subito alla partenza ma quando ci sono arrivato sopra mi sono
accorto che era fuori campo gara di 15m.! Tenevo
molto a questo campionato anche per motivi commerciali dal momento che poteva
essere uno slancio notevole per il mio marchio, la Sdive. Ho disputato una gara
piuttosto regolare, macchiata solo dal settimo posto della seconda giornata.
Comunque accolgo con serenità il verdetto nonostante questo sia il mio sesto
secondo posto in carriera!” Ramacciotti: “Il mio
obiettivo era entrare nei primi dieci dal momento che sono arrivato a
T.S.Giovanni tre giorni dopo gli altri e molto stanco per motivi familiari e
lavorativi.. Ho impostato la gara sulla regolarità tentando di ottenere
risultati costanti nelle tre giornate. Non posso dire certo di essere stato
fortunato ma fa parte delle regole del gioco, magari anche gli altri avranno
avuto i miei stessi problemi.Contavo molto su una tana di partenza che in
preparazione era abitata da moltissimi pesci mentre in gara vi ho potuto
catturare soltanto cinque esemplari. Sapevamo tutti che non avremmo operato su
quote particolarmente impegnative, infatti per me la giornata più stressante è
stata l’ultima dove ho pescato sui 24 m. ma con una forte corrente che
tagliava veramente il fiato. Non mi sento di giudicare eccessivamente i fondali
battuti perché credo che in giugno un po’ tutti siano piuttosto poveri.
Purtroppo l’incombenza dei mondiali di Tahiti ha influito parecchio sulla
scelta della data, comunque posso dire di essermi divertito molto: la
competizione, a differenza dello scorso anno,
è stata molto combattuta fino alla fine, merito anche del regolamento
che è diventato via via sempre più selettivo, premiando maggiormente le
capacità globali dei singoli atleti piuttosto che la conoscenza dei posti da
parte dei locali o il classico colpo di fortuna. Insomma,
un buon campionato e un risultato personale certamente apprezzabile.” Bellani: “Ovviamente non
posso dire di essere soddisfatto anche se per un po’ avevo addirittura temuto
il peggio, visto che se non fosse stato per due pesci validi per pochi grammi,
probabilmente sarei retrocesso. Mi aspettavo sicuramente qualcosa di più anche
perché in preparazione qualcosa l’avevo trovata, poi invece in gara tutto è
cambiato. Il primo giorno sono andato subito su una zona dalla quale mi
aspettavo molto trovandola assolutamente deserta e non avendo alternative, mi
sono accodato ai locali, Lezzi e Congedo, con scarsi risultati dal momento che
anche loro sono andati malino. Per giunta ammetto che la mia prestazione non è
stata positiva visto che ho commesso tre o quattro errori gravi che mi hanno
innervosito parecchio. Giovedì invece molto bene, ho trovato parecchio pesce e
la vittoria di giornata mi è sfuggita per un solo pesce. Infine al sabato avevo
impostato la frazione su una decina di segnali: sul primo ho trovato un grosso
tordo che ho colpito ma che non ho potuto catturare per un incidente, la sagola
si è impigliata agli elastici provocando un groviglio notevole che ha
pregiudicato la cattura; gli altri nove erano assolutamente deserti! Allora ho
cominciato a girovagare evitando le zone più trafficate anche se magari sapevo
essere le migliori perché mi infastidiva cercare pesce in tane già molto
disturbate. Ho rimediato quindi solo tre saraghi dei quali due al limite. C’è
da dire che le condizioni non erano quelle a me più congeniali, diverse da
quelle riscontrate a Leuca: non riesco a trovarmi a mio agio nel grotto,
preferisco di gran lunga il granito o l’arenaria. In più ho visto sia in
preparazione che in gara, che l’aspetto, tecnica che io prediligo, non pagava
e ho dovuto mio malgrado impostare tutte le giornate a segnale.” LA
NAZIONALE Come
molti già sapranno il 2000 è l’anno del mondiale che si terrà a Tahiti a
novembre. Naturalmente era inevitabile che il campionato italiano potesse in
qualche modo fare da cartina al tornasole fornendo informazioni precise sullo
stato di forma degli atleti e che il ct Borra potesse trarre le sue conclusioni
in base ai verdetti del campo. E i verdetti sono stati abbastanza chiari
confermando quasi completamente le gerarchie valide prima degli assoluti: forse
l’unica prestazione che non ha rispecchiato le aspettative è stata quella di
Stefano Bellani, ma occorre precisare che le condizioni di gara di T.S.Giovanni
non erano per niente congeniali al fuoriclasse livornese. Il risultato di
Calcagno è da considerarsi positivo dal momento che praticamente non ha
disputato la prima giornata per motivi fisici. Da valutare anche la posizione di
Riolo che pare aver smussato i contrasti con il selezionatore. Insomma una
situazione chiara per ciò che concerne la scelta dei sei componenti la squadra
azzurra ma di difficile risoluzione per la scelta dei titolari con Bardi ormai
sicuro ma con alle sue spalle cinque atleti che avrebbero tutti il diritto di
partecipare attivamente alla competizione. Ma
sentiamo i commenti sull’argomento: Bardi: Il mio intento qui
a Lecce era di far bene non per la nazionale ma per il campionato. E’ evidente
che l’ottimo risultato dovrebbe garantirmi la convocazione ma per la scelta
dei titolari è ancora tutto da decidere. Riolo: La situazione al
momento è decisamente migliore rispetto a quella di un anno fa: c’è stato un
chiarimento con Borra e ora i rapporti con lui sono certamente più sereni.
Inoltre il mio stato di forma è veramente notevole. Vedremo più avanti. Ramacciotti: Sono contento
del buon risultato anche perché legittima la mia convocazione in azzurro. Non
vorrei essere al posto del ct per quanto riguarda la scelta dei titolari che si
preannuncia difficile: è vero che si può contare sui verdetti del campionato
ma occorre precisare che la situazione ambientale a Tahiti sarà totalmente
diversa. Si pescherà al libero, con molta onda, in pochi metri d’acqua e sarà
richiesta una straordinaria capacità di ritmo, con tempi di recupero bassi e
rapidità d’azione. Bellani: Credo che i
giochi per me possano essere fatti: i buoni risultati degli altri, Bardi,
Antonini, Riolo, Ramacciotti, forse compromettono la possibilità che possa
partire titolare. Confido comunque nel fatto che i mondiali si disputeranno con
condizioni assolutamente differenti rispetto a quelle degli assoluti. Occorrerà
capacità di pescare al libero, ritmo e tanta esperienza. Penso comunque che
partirò come riserva, in seguito si vedrà.
Armando
Calizzi con
la collaborazione di Chrisian Mottola e Samuele
Rini |