Pesca subacquea? Io la penso così.

 

Pesca subacquea? Io la penso così.

Nelle ultime stagioni sono proliferati i corsi di pesca subacquea.

Ho sempre ritenuto utile, ogni attività che contribuisca alla formazione di una mentalità a tuttotondo del pescatore subacqueo. Per questi motivi ho rielaborato gli appunti sui quali un po' di tempo fa ho basato delle lezioni di pesca subacquea, svolte in forma rigorosamente gratuita, e con lo sguardo rivolto al pescatore subacqueo del duemila. Devo dire, a dieci anni di distanza dalla prima di queste esperienze, che tutti coloro che allora mi hanno seguito continuano ancora oggi ad andare sott'acqua e che nessuno si è fatto male, o peggio,.... e considero questo già il miglior successo. Ovviamente ci saranno in giro istruttori che saprebbero dire ed insegnare molto di più, per questi motivi, mi rivolgo a quei pochi che sapendo poco meno del sottoscritto potrebbero prendere qualche spunto per i loro corsi., mi rivolgo inoltre a tutti coloro che hanno voglia di intraprendere questo bello ma non semplice sport. Originariamente, alcune fasi di queste lezioni comprendevano la proiezione di diapositive, o  argomenti già ampiemente trattati sulla rivista Pescasub e per questi motivi mi limiterò solo ad accennare ad aulcune immagini per dare corpo alla sequenza del programma. Ovviamente non è leggendo, nè seguendo dei corsi che si diventa pescatori subacquei e l'ultima parola resta alla vostra passione e perseveranza.        

Filippo Silvestri

1 Lezione

Schema della prima lezione: introduzione e presentazione del programma; proiezione di diapositive su alcune catture di pesci. Attrezzature: la boa segnasub, il coltello. Compito di assegnare per la seconda lezione: rispondere alla doman "Cosa ne so' io di rianimazione?"

Introduzione

Organizzare una serie di incontri sulla pesca subacquea, è per me una piacevole formula per vivere questo sport sotto un'altra visuale, quella dello sportivo, che già da molti anni pratica una determinata disciplina e che può solo in virtù dell'esperienza accumulata, poter essere di aiuto ed utilità allo sviluppo di uno sport. Nel far questo ho ritenuto più costruttivo preparare un programma con lezioni non basate su argomenti monotematici, questo per evitare il pericolo di procedere a ruota libera sugli argomenti che ci stanno più a cuore, rischiando così di evadere questioni, forse meno interessanti, ma di vitale importanza. L'intento è quello di fornire una visione d'insieme a coloro che vogliono entrare a far parte della famiglia dei pescatori subacquei del Mediterraneo.

Sport, il nostro, che poiché non richiede la pratica dell'agonismo per essere vissuto con soddisfazione, non costringe il pescatore ad iscriversi a circoli o a società sportive, che spesso sono, però, un punto di riferimento per una corretta e meno pericolosa pratica della pesca subacquea.

Circoli e associazioni che sono necessarie anche per un confronto tra le diverse esperienze, aspetto questo dei più importanti, perché trattiamo di una passione sportiva che ci porta a diretto contatto con la natura e quindi con condizioni che variano in funzione della stagione, della latitudine e dei diversi ambienti che qui tratteremo in dettaglio.

A Bari, al momento, quando vado in acqua, incontro diversi tipi di pescatore, o sono giovani con l'attrezzatura fiammante, ai quali magari faccio notare che le condizioni del mare, in quel momento vanno peggiorando, e questi rispondono con una certa presunzione, ed andranno in acqua egualmente -per dimostrare chissà cosa-, oppure, trovo il sub che t'incontra d'inverno mentre sei nell'acqua fredda e torbida, ti vede e rivolgendosi al suo compagno di pesca esclama "oh' cì è cud matt" (trad. o chi è quel matto!)come se lui avesse l'esclusiva della pesca invernale. Ci sono poi i compagni di pesca occasionali, li evito il più possibile, perché spariscono e così ti costringono a cercarli per tutta la giornata, vi sono poi quelli che si caricano di zavorra più del necessario, i permalosi, i tenaci oltre il limite della prudenza ecc., ovviamente vi sono anche diversi sub più che apprezzabili. Ma cominciate a fare una prima riflessione, se si è alle prime armi, conviene scegliersi un compagno affiatato e che si comporti in acqua come un vero signore, prendersi il lusso di immergersi da solo è possibile solo dopo anni di esperienza. Ed andando oltre, aggiungo che, è vero che ognuno è libero di avere il proprio carattere, ma in mare sarebbe buona regola maturare una sorta di solidarietà che dovrebbe necessariamente sfociare nella cordialità tra ognuno di noi.... anche quando non si è scesi in acqua insieme. Teniamo presente che la pesca subacquea è uno sport, e come tale va inteso, e che ogni positiva forma di maggiore attaccamento a questa pratica non dovrebbe prescindere dal rispetto di tutte quelle componenti che ne fanno parte: il mare, i pesci, gli altri sub e noi stessi. Cosa diversa è prendere a prestito gli atteggiamenti di marinai, portuali, pescatori per mestiere, spesso attenti solo al loro guadagno, pur consapevoli dei danni irreparabili che in alcuni casi arrecano al mare.

Una piccola nota, "All'ultimo minuto", era il titolo di una trasmissione televisiva che riportava la cronaca di come si creino situazioni disperate e di come in extremis vengano salvate le persone in pericolo. Una grossa percentuale di questi casi, riguardava gli sportivi e di solito si trattava o di sportivi alle prime armi, o di super esperti.

Una guida alpina che viene bloccata da una valanga o da una tormenta, è il classico esempio di come anche per i più esperti si creino situazioni pericolosissime.

Per la pesca subacquea tutto questo è vero, sino ad un certo punto, per cominciare siamo sott'acqua ed in apnea, già questa è una condizione innaturale. Credo che i pescatori che si vengono a trovare in situazioni di pericolo siano soprattutto coloro che, agli inizi della carriera, cominciano a prender qualche pesce, e quindi si sopravvalutano. Ora trovarsi in situazioni di pericolo nella pesca subacquea significa poter morire e spesso si tratta di situazioni che si vengono a determinare per ignoranza, presunzione, superficialità. Un tipico esempio, è colui che durante le vacanze con il passare dei giorni acquista fiato e magari si spinge a profondità che sono oltre il limite delle sue possibilità, così diciamo che ha acquisito provvisoriamente una buona capacità di apnea, ma che non ha alcuna abitudine e preparazione psicologica per operare a quella nuova profondità, certo ai più va bene, ma la sorte non è sempre così favorevole. 

E' molto importante riuscire a memorizzare tutto quello che ci accade sott'acqua, per poi farne tesoro nel tempo, ma per fare questo è necessario avere in immersione una calma ammirabile, in ogni fase di pesca, persino della fase di recupero di un grosso pesce. Per il sottoscritto ciò si avvera, perché pur essendo un "pazzo" per la pesca subacquea, sono sempre riuscito a darle la giusta dimensione nell'equilibrio del mio vivere, e quindi pur dando l'anima per catturare una bella ricciola, non arrivo a dare ad una simile cattura un significato totalizzante. 

Essere tutti in rete, invece che in piscina con la maschera e il tubo, permette di compiere delle riflessioni a voce alta e di confrontarsi con gli altri eliminando, almeno parzialmente, lo spirito di competizione che si crea, quasi inevitabilmente, quando si è in acqua. Questo, non vieta che con la buona stagione si possano organizzare uscite in mare, per pescare e simulare alcune situazioni di difficoltà, teniamo allora presente, che è più importante sapere come si recupera e si rianima un compagno od un estraneo andato in sincope, piuttosto che come si recupera un pesce.  (Nota per i lettori, questa frase era rivolta ad un gruppo di sub tutti presenti in una sala, non l'ho voluta modificare perché rende bene il senso della questione)

Altro atteggiamento da evitare, è quello del sub che fuori dall'acqua è un gran praticone, sa smontare uno sten ad occhi chiusi, ed in virtù di questa sua padronanza va in acqua con la stessa sicurezza e ci lascia le penne, parlo per esperienza vissuta.

Oppure, vi è il pericolo che nell'incontro tra due sub, di livello diverso, il meno esperto finisca col scimmiottare, trucchi e tecniche senza la necessaria acquaticità ed esperienza.

Al mio primo viaggio in Grecia, nel 1980, sul sommo di una secca, sparai una cerniotta di otto-nove chili, ma nonostante i miei sforzi non riuscivo a stanarla. Allora, come avevo visto fare al mio più esperto compagno di pesca, avvolsi la sagola dell'asta, attorno alla torcia ed in questo modo esercitai una forte trazione. Lo sforzo dell'azione così concepita, aveva ridotto drasticamente la mia apnea è così dopo poco decisi di mollare tutto sul fondo, senonchè la torcia era collegata al mio braccio, e quindi rimasi inaspettatamente legato all'insieme torcia-sagola-asta-cernia intanata. Liberatomi, dopo qualche secondo riaffiorai in superfice e da allora ho fatto tesoro di questa fortunata esperienza.  

Non credo alle motivazioni dell'aggressività innata dell'uomo e che quindi noi col nostro sport diamo sfogo a questa componente aggressiva, ma anzi nella pesca subacquea, spesso è la riflessione, l'armonia con la natura (muoversi in un branco di pesci senza spaventarli) è questa la componente che prevale. Cosa diversa è la grinta dell'agonista, da alcuni chiamata "cattiveria agonistica", stato d'animo ritenuto indispensabile per ottenere buoni risultati durante le competizioni di pesca subacquea. Competizioni che hanno finito con lo stravolgere il senso più autentico di questo sport inserendo nell'originale rapporto uomo-pesce, altri elementi, sottoforma di avversari, giudici, commissari, regole, ecc.   

Tantomeno credo al paragone con l'uomo primitivo la cui selce utilizzata per cacciare, costituiva un salto tecnologico molto più avanzato, al confronto del più equipaggiato pescatore dei giorni nostri.

Piuttosto si tratta di uno sport che ti permette di vivere dei forti contrasti, rispetto alla vita quotidiana, si passa dall'affollato centro di una città all'ambiente subacqueo, con le sue tormentate forme del coralligeno o l'inquietante blu dei fondali marini più agognati.

E se siamo animati da un sentimento di sfida, questa si attua soprattutto nei confronti del vivere moderno che ci nega il rapporto, questo si ancestrale, con la natura, ed in definitiva è questa la molla primaria che mi spinge ad andare sott'acqua.

A questa introduzione segue la presentazione dei partecipanti al corso ed un proiezione di diapositive che illustrano alcune catture di pesci.

La lezione prosegue con la parte sulle attrezzature.

L'attrezzatura

Che gli appassionati di pesca subacquea siano dei perfezionisti dell'attrezzatura che utilizzano è vero. Le migliorie apportate sono spesso tra le più disparate pur di raggiungere la massima efficienza sul piano venatorio.

Le ditte specializzate, dal canto loro, hanno negli ultimi anni proposto interi cataloghi, con attrezzature di primissima qualità.

Ma si sa', che è difficilissimo accontentare chi è appassionato e quindi sono moltissimi i sub che continuano a modificare le diverse componenti della propria attrezzatura.

L'attrezzatura ideale?

E' quella che risponde al meglio alle proprie  esigenze.

Credo, comunque che il mercato dell'apnea non sia così vasto quindi la ricerca per i migliori materiali non è particolarmente sviluppata, vedi il carbonio utilizzato nelle pinne e nei fucili che arrivato nel nostro sport con anni di ritardo rispetto ad altre discipline.

Pallone segna sub

Cominciamo dal pallone segna sub.

Il pallone, snobbato tuttora da diversi pescatori, lo considero un elemento importante per limitare la tensione nervosa che mi provoca l'avvicinamento di un motoscafo mentre sono intento a pescare sul fondo. Non affido certo a questo strumento la mia sicurezza, ma gran parte delle barche lo avvistano, obbligatorio per legge diventa poi utile per "segnare" le tane o orientarci sulla chiazza di roccia che ci interessa.

L'effettiva novità dei modelli disponibili in commercio è quella dell'utilizzo dei colori fluorescenti.

Il pallone ideale per il pescatore che si immerge utilizzando l'imbarcazione, ma senza l'aiuto del barcaiolo, dovrebbe rispondere ai seguenti requisiti:

Avvistabilità in mare: questa esigenza è soddisfatta sia dalla forma che dal colore.

Attualmente i palloni a forma di siluro, risultano essere troppo poco visibili ed io nell'affollato mare di agosto utilizzo esclusivamente il pallone a forma di boa, ben più visibile.

Una buona ipotesi, potrebbe essere costituita da un pallone a siluro dell'attuale lunghezza di quelli attualmente in commercio, ma con una circonferenza superiore; determinante  a questo punto sarebbe il colore, ottimo quello fuxia fluorescente. La bandierina dello stesso colore e ben alta potrebbe contribuire ad una migliore visibilità anche grazie all'utilizzo di una fascia rifrangente bianca (tipo quelle dei nuovi giubbotti di salvataggio).

Idrodinamicità e stabilità: la forma a siluro riduce al massimo l'attrito nella fase di trascinamento.  Inoltre, poiché il pallone risulta utile anche per trasportare altra attrezzatura, sarebbe bene prevedere un canale che attraversi il pallone in tutta la sua lunghezza, così da poter infilare un secondo fucile.

Una ulteriore accorgimento, prevederebbe la presenza di un avvolgitore di sagola incorporato nella massa del pallone che si potrebbe realizzare prevedendo ad un estremo del siluro, una biforcazione attorno alla quale avvolgere il sagolone, anche con il fucile infilato nel pallone. Il tutto corredato dai classici anelli di gomma.  

Il materiale migliore per praticità, rimane secondo me il PVC attualmente adottato per la realizzazione dei palloni, ma poiché questa soluzione è riservata solo alla produzione industriale, l'alternativa valida è quella della costruzione artigianale in vetroresina.

Il coltello

Componente indispensabile della nostra attrezzatura è il coltello. Il coltello ideale dovrebbe secondo me prevedere la possibilità di sostituire una piccola parte della lama con dei ricambi affilati come rasoi, ottimo sarebbe un inserto di porcellana. Nel resto della lama, a stiletto e non lunga, avremo sia il taglio dentellato che quello liscio.

Il fodero può essere dotato di un meccanismo a scatto al posto del classico anello di gomma, a patto che questa soluzione non pregiudichi la compattezza e l'idrodinamicità dell'insieme. Inoltre, se il coltello viene portato al polpaccio, è bene che il fodero non formi alcuna fessura dove sagole o la cintura possano impigliarsi, una piccola semisfera ricavata nella parte superiore del fodero, curvata leggermente, in modo da determinare una leggerissima pressione sul neoprene della muta, potrebbe limitare le possibilità di impiglio. Se il fermo è costituito dal classico anello di gomma, sarebbe meglio sostituirlo con della corda elastica di 3/4 millimetri di buona qualità.

In ogni caso, il coltello da noi scelto va provato sulle sagole e sui resistentissimi monofili che utilizziamo.

Personalmente se ho dimenticato il coltello non entro in acqua, per questo motivo ne ho sempre uno di scorta nel gommone, conosco, comunque, subacquei di grande esperienza che non lo utilizzano mai, devo dire che sono gli stessi che spesso in mare si "dimenticano" anche del pallone.

Nel tempo ho utilizzato sia i modelli di classica misura da apnea, sia degli stiletti leggermente più lunghi, più pratici solo se ci troviamo ad aver a che fare con pesci dai 20 chili in su, ma questi ultimi se non sono di ottima qualità, a causa della lama troppo stretta e lunga finiscono con lo spezzarsi. Nella stragrande maggioranza dei casi li utilizzeremo per uccidere il pesce, anche se molti utilizzano il cavetto o addirittura la punta dell'asta.

Sarebbe meglio portare questo accessorio sempre allo stesso punto, in questo modo quando ci servirà avremo ben meccanizzato il movimento di utilizzo.

Diversi sono i pro ed i contro dei diversi punti dove lo si può portare.

Al braccio PRO

Non si sposta; Se lo perdi te ne accorgi; Se sganci la cintura non è di alcun impiglio

Al braccio CONTRO

In acqua è sempre meglio avere le braccia libere; Lo puoi estrarre solo con una mano; Nell'azione di pesca può urtare sugli scogli

Alla cintura PRO

Si può estrarre con tutte e due le mani; Non offre alcun appiglio; si può estrarre senza smettere di pinneggiare

Alla cintura CONTRO

Se sganci la cintura lo perdi; Si sposta con la cintura

Al polpaccio PRO

E' fisso e non si sposta; Se sganci la cintura ti rimane; si può estrarre con tutte e due le mani

Al polpaccio CONTRO

E' di impiglio per la sagola del pallone; può dare fastidio alla pinneggiata; Bisogna smettere di pinneggiare per estrarlo.

Soluzione originale

All'altezza dell'inguine di estate, alla cintura d'inverno.

Per la prossima volta preparatevi a rispondere alla seguente domanda:

Cosa ne sai in tema di rianimazione?

Filippo Silvestri 12/2000