Il pisciarino del terzo millennio

 

Sono trascorsi quasi tre anni, da quando utilizzo, con soddisfazione, il metodo che andrò a descrivere per risolvere il problema delle minzioni in acqua. Se infatti il problema è rapidamente risolvibile in estate, quando la temperatura dell’acqua è mite con una rapida e a volte anche piacevole svestizione, altrettanto non si può dire per la stagione invernale.

Casella di testo:

Prima di approdare a questa soluzione ne ho valutato altre già praticate, che però non mi avevano convinto o risultavano, data la mia scarsa propensione ai lavori manuali, troppo complicate. In un caso si tratta di realizzare una sorta di preservativo in neoprene da inserire nei pantaloni della muta, cosa impossibile per chi non ha grande manualità e con le difficoltà di richiedere grande precisione sia nelle dimensioni (diametro e lunghezza) che nella scelta del punto di incollaggio. In un altro si trattava di praticare un foro nei pantaloni delle dimensioni del pene e coprire il tutto con uno “sportellino” sempre in neoprene, magari inserendo del velcro per rendere tutto il sistema meno sensibile alle infiltrazioni di acqua: se questa soluzione da una parte è semplice, dall’altra presenta comunque l’inconveniente legato alla temperatura rigida dell’acqua in inverno, non certo gradita nel momento in cui viene alzata lo sportellino e sicuramente non esente da possibili infiltrazioni di acqua nei pantaloni con conseguente nefaste per gli attributi.

 

A furia di chiedere, mi è stato detto che esistevano dei preservativi particolari, che forse potevano risolvere il problema.

Casella di testo: I materiali occorrenti
•	Un uridon o preservativo per incontinenti (costo da 80 C a 1 €)
•	Una sacca destinata a contenere l’urina (costo da 80 C a 1 €)
•	Un rotolo di cerotto di carta lato 2 cm
•	Un paio di forbici
•	Un tagliabalsa
•	Un pezzo di materiale comunemente utilizzato per realizzare le protezioni sulle mute o un pezzo di neoprene liscio spaccato da 5/3 mm
•	Un ferro da stiro ed una pezza umida
•	Neoprene liquido
La prima cosa da fare è quella di procurasi il materiale per la realizzazione. Per farlo o richiedete aiuto a qualche amico medico o siete costretti ad andare in farmacia. Non tutte le farmacia ne sono provvisti e io solo al quarto tentativo ho ottenuto una risposta positiva. Se siete una persona di spirito, cercate ovviamente di parlare con una dottoressa, che quando capirà quello che vi serve, chiamerà un collega. La parole chiave è Uridon o preservativo per incontinenti. Lo troverete al costo di 1 € o anche a meno, di solito abbinato ad una opportuna sacca raccogli urina. Dovete acquistare anche questa, più o meno per la stessa cifra. Fate molta attenzione alle dimensioni (diametro) perché ne esistono diversi modelli e ricordatevi che lo dovete indossare in acqua; regolatevi di conseguenza.

Nel mio caso non avete idea delle risate che si è fatta la dottoressa che me li ha mostrati; alle mie perplessità sulle dimensioni e successiva richiesta di misure diverse, mi ha spiegato, decisamente imbarazzata, che di più grossi non ne aveva. Quasi sveniva quando le ho detto che mi servivano più piccoli perché li usavo in mare e in quella situazione sono più o meno nelle stesse condizioni di un bambino di tre anni.

Questi preservativi presentano una protuberanza sulla testa che si adatta esattamente alla parte terminale del tubicino delle apposite sacche raccogli urina, che normalmente sono dotate di una valvola per lo svuotamento.

Casella di testo:  Dalla sacca occorre staccare sia il tubicino, per una lunghezza di almeno 10 centimetri, che la valvola, che può essere aperta o chiusa semplicemente spingendo o tirando e che potrebbe trovare il suo utilizzo in inverno.

Procuratevi, poi dal vostro mutaio di fiducia un pezzo di materiale protettivo termosaldabile, di quello normalmente utilizzato per proteggere le ginocchia se avete una muta foderata esternamente, un pezzo di neoprene da 5 o 3 mm spaccato liscio, in caso contrario.

 

Passiamo ora a descrivere la realizzazione vera e propria.

Casella di testo: La preparazione in breve
•	Tagliare un dischetto di materiale protettivo o di neoprene a ciambella .
•	Incollare con il ferro da stiro o il neoprene liquido, il dischetto sulla muta, in corrispondenza del punto in cui dovrà fuoriuscire il tubicino.
•	Praticare un foro in corrispondenza del centro del dischetto
•	Tagliare il tubo collegato alla sacca ad una decina di centimetri dalla parte rigida. 
•	Eliminare la cresta presente nella parte rigida attaccata al tubetto con il cutter.
Tagliate una a ciambella di materiale protettivo o di neoprene a seconda della muta, con diametro interno = 3 mm e diametro esterno = 3 o 4 cm. Se la muta è foderata, utilizzando la pezza umida ed il ferro da stiro, incollare il dischetto in corrispondenza del punto in cui dovrà fuoriuscire il tubicino. Se la muta è liscia utilizzate del neoprene liquido per incollare il dischetto ottenuto in precedenza. L’altezza in cui avete incollato la ciambella e dovete praticare il foro è all’incirca quella dell’inguine, nella parte alta della coscia in modo che la “struttura” sia più o meno parallela al terreno. Mi raccomando di non dimenticare di posizionare il tutto dalla parte in cui il vostro “guerriero” normalmente sta a riposo, per non rischiare che la visione di qualche sirena, vi faccia pentire della scelta effettuata. In questo punto la parte del tubetto che sporge non vi sarà di impaccio e non vi darà fastidio. Praticate un foro in corrispondenza del centro del dischetto utilizzando un piccolo cacciavite (al limite scaldandolo). Tagliate il tubo collegato alla sacca ad una decina di centimetri dalla parte rigida. Il taglio va fatto in diagonale per agevolare l’inserimento nella muta. Inizialmente vi consiglio di lasciare il tubo leggermente lungo per procedere all’eliminazione solo una volta che avete indossato il tutto. Con un cutter occorre eliminare la cresta presente nella parte rigida attaccata al tubetto, per evitare irritazioni alla coscia e fastidiosi arrossamenti.

A questo punto siete pronti per indossare il tutto. Vi sconsiglio di portare sotto la muta il costume, che potrebbe bloccare la fuoriuscita del liquido, per cui dovete indossare i pantaloni senza niente sotto.


Indossate l’uridon nel modo classico in cui si veste un preservativo (immagino che tutti abbiano un minimo di esperienza). Dal momento che le condizioni di utilizzo possono prevedere, pieghe o parziali ostruzioni della parte alta dell’uridon, vi consiglio di bloccare l’uridon alla base del pene con il cerotto di carta di due centimetri spessore, per evitare che alte pressioni dovute alla minzioni, lo possano sfilare. Fate molta attenzione a non utilizzare appositi cerotti o nastri allegati all’uridon stesso al momento dell’acquisto: tale nastro non è stato pensato per andare in acqua, per cui la prima volta che l’ho utilizzato, il nastro aveva fatto "amicizia" con tutti i peli Casella di testo: La vestizione in breve
•	Indossare l’uridon
•	Bloccare l’uridon alla base del pene con il cerotto di carta.
•	Inserire il tubicino nel buco presente nella parte interna della muta. 
•	Collegare la parte rigida del tubicino all’uridon.
•	Eventualmente collegate la valvola esterna

presenti della zona. Risultato: quando sono riuscito a staccare l’uridon, sembrava che al preservativo fossero cresciuti i capelli.

A questo punto potete inserire il tubicino nel buco presente, ovviamente passando dalla parte interna della muta, collegate la parte rigida del tubicino all’uridon e siete pronti per partire.

Il vantaggio più grosso, nell’utilizzo di questo sistema, non è  tanto quello di aver eliminato del tutto cattivi odori e le irritazioni, ma di aver aumentato in modo notevole il tempo di permanenza in acqua. Tanto per dare una idea a Gennaio con acqua a 12 gradi e giacca da 7 e pantaloni da 5 in spaccato interno e foderato esterno sono stato in acqua 5 ore e mezzo senza avere assolutamente freddo.

 

Per quanto riguarda la manutenzione del tutto, basta sciacquare uridon e tubicino in acqua. Se volete riutilizzare l’uridon, dovete asciugarlo e poi mettere un leggero strato di talco, prima di arrotolarlo nella stessa posizione in cui ve l’hanno venduto, pronto per un nuovo utilizzo. Nessuno sospetterà che, da bravo ligure, lo riutilizzo all’incirca cinque o sei volte, poi anche se ancora integro lo butto. State solo attenti al tipo di talco utilizzato, se infatti usate il talco mentolato, sarà molto divertente per i vostri compagni di pesca, osservare le vostre contorsioni a causa del bruciore che solo un cospicuo ed un immediato risciacquo, nell’acqua fredda del mare può lenire.

 

Nei primi modelli, per garantire l’assoluta impossibilità di passaggio di acqua all’interno della muta effettuavo le seguenti modifiche:

Il tubicino lo avevo inserito nella muta ed annegato nel neoprene liquido. Questo meccanismo, se da una parte elimina qualsiasi passaggio di acqua all’interno della muta, non permette una regolazione della lunghezza, per cui a volte il preservativo poteva piegarsi con difficoltà nell’uscita dell’urina.

Casella di testo:  Nella parte esterna del tubicino, avevo incollato la valvola appartenente alla sacca dell’urina. Questa soluzione, limitava ulteriormente il possibile passaggio di acqua fredda, ma ha l’inconveniente, tutt’altro che da sottovalutare, pena l’esplosione del tutto, che occorre ricordarsi di aprire la valvola prima di ricorrere all’uso dell’oggetto.

 

Casella di testo: Vantaggi
•	Aumento dei tempi di permanenza in acqua a causa della dispersione termica ridotta in modo drastico.
•	Eliminazione definitiva di cattivi odori ed irritazioni, con buona pace di consorte e figli oltre che  dei locali in cui sono custodite le mute.

Casella di testo: Svantaggi
•	Possibili infiltrazioni d’acqua.
•	Anche se non si è mai verificato, è pur sempre presente una piccola protuberanza in più che potrebbe causare la rottura della muta

Buon lavoro!!! Pier Luigi Carrera (pierocarrera@tiscalinet.it)