Dentici Per Dilettanti

 

 

Sicuramente il dentice rappresenta una delle prede più nobili tra quelle normalmente insidiate.

La sua cattura, frequente nei carnieri di pescasub capaci di performance straordinarie, desta, sempre, ammirazione e invidia da parte degli appassionati “meno” dotati.

Le profondità medie a cui possono avvenire queste catture in maniera regolare sono di certo impegnative per la maggior parte dei pescatori subacquei ma esiste una discreta possibilità di catturare questi splendidi sparidi  a profondità irrisorie con una certa frequenza anche da parte di semplici appassionati con pochissima apnea.  

Molte volte la riuscita della cattura di un grosso dentice non necessita di doti di apnea molto al di sopra della norma, anzi l’arrivo di questi predatori è generalmente contenuto  nei primi 30 secondi od anche meno.

Ovviamente la cosa sarebbe diversa a profondità più elevate anche se in alcuni ottimi video di pesca al dentice si può constatare come il tempo di permanenza sul fondo non sia  quasi mai elevatissimo.
Toglietevi una curiosità cronometrate il tempo di alcune catture del bravo Donati; avrete una piacevole sorpresa.

Cosa determina la (relativa) frequenza di dentici di pregevoli dimensioni nei carnieri di pescasub dilettanti?

La nostra apnea è mediamente la stessa (poca), l’attrezzatura è quasi sempre adeguata come le capacità tecniche eppure alcuni pescatori di medio livello possono annoverare tra le loro catture dentici con la “D” maiuscola in  misura superiore ad altri.

Fortuna? No, non solo.

La differenza consiste nella capacità di sfruttare le proprie doti di osservazione e memorizzazione dei diversi eventi a cui non sempre diamo la dovuta importanza.

La mia esperienza è, ovviamente, relativa ai fondali che frequento maggiormente ma ho trovato conferme anche in posti molto diversi della fondatezza delle mie osservazioni.

I dentici specie predatoria per eccellenza hanno la caratteristica di frequentare, più o meno, le stesse zone. Una sorta di riserva di caccia.

In genere sono piuttosto profonde ma non disdegnano battute nel bassofondo molto più ricco di mangianza. E questo avviene più frequentemente di quanto si pensi.

L’orario di queste visite è quasi sempre alle prime luci dell’alba o al tramonto ma soprattutto nei momenti di maggior tranquillità.

In queste condizioni le possibilità di cattura sono decisamente più elevate.

Una attenta osservazione durante le nostre uscite potrà darci indicazioni importanti per riconoscere queste zone. Memorizzate anche gli eventuali avvistamenti  di esemplari di peso non elevato. Dove c’è un dentice piccolo oggi potrebbe passare il fratello maggiore domani!

Tornateci provando a variare, dall’alba al tardo pomeriggio e viceversa, l’orario della battuta.

Potreste avere una bella sorpresa.

Durante una battuta nelle acque della Sardegna, in un posto che avrebbe dovuto, secondo l’opinione di un amico ex-agonista, essere povera o priva di dentici, ho avuto la visita di un pesce di circa quattro chili senza però portare a termine la cattura  ( mi sono esposto per tirare una corvina al pascolo accorgendomi solo dopo del pescione).

L’avvistamento è avvenuto su una delle zone più periferiche e pianeggianti e forse meno spettacolari alle quali, per abitudine, dedico maggior attenzione.

Pochi giorni dopo in un altra immersione, oltre le solite corvine, ho trovato altri dentici ma di peso inferiore al chilo. Posso dire con sufficiente sicurezza che nella stessa zona in altri momenti sarà possibile una cattura di rilievo. Due immersioni, due incontri. Due subacquei, due diverse tecniche di valutazione della redditività della zona di pesca.

Segno della validità del metodo di ricerca anche su  batimetriche mediamente  più profonde. 

Durante i mesi di maggio e giugno ed in parte luglio le possibilità di cattura aumentano considerevolmente per l’ingresso di esemplari giovani e meno smaliziati.

Anche settembre ed ottobre sono generosi anche se i dentici hanno alle spalle diversi mesi di conoscenza col pescatore. 

Un altro fattore che influisce sulla presenza di questi pesci nel bassofondo è la corrente.

E’ bene osservare con che tipo di corrente avvengono le catture e gli avvistamenti.

In genere si ripetono quasi sempre le stesse condizioni. Anche se non è la regola.

In presenza di termoclino, caratteristico nelle mie zone nei mesi di giugno ed anche luglio, sarà

obbligatorio tenersi al di sopra o al limite per sperare in qualche incontro, anche se la profondità vi

 sembrerà eccessivamente esigua.

A volte anche un aspetto in due soli metri può regalarvi una cattura entusiasmante.

 

La scelta dell’appostamento è dovuta al tipo di fondale sul quale siamo. Nel litorale laziale ma anche in altre zone, questi pesci sono soliti frequentare i pianori nelle vicinanze delle zone più fissurate e delle piccole risalite.

Probabilmente si aggirano più frequentemente in zone che consentono loro di sentire o vedere da lontano una probabile preda o pericolo.  Avremo per questo  una certa difficoltà a trovare l’appostamento adatto.

Non scoraggiatevi, potrebbe essere sufficiente una leggera depressione od un piccolo bordo

di roccia alto 40-50 cm.. Ritengo abbia maggiore importanza che la depressione consenta di tenere la nostra figura al di sotto della posizione del fucile e quindi del pianoro o comunque parzialmente nascosta.

 

Assolutamente necessario lasciare la boa segnasub ad una certa distanza, la presenza della sagola legata al sub sarebbe deleteria per la riuscita della cattura.

Ritengo importantissima la prima immersione, le migliori occasioni si concretizzano spessissimo proprio in queste iniziali discese, quindi preparatela accuratamente (per quanto ci è possibile).

E’ consigliato, una volta raggiunto l’appostamento con una discesa obbligatoriamente silenziosa, muoversi il  meno possibile. 

Cercate di scendere quanto più vicino alla zona prescelta e raggiungetela con una caduta a foglia morta. Incuriosisce i dentici ed in più risparmierete il poco fiato che abbiamo.

Sembrerà incredibile ma nella maggior parte dei casi sarete avvicinati dai dentici in un tempo molto breve. Talvolta non vi daranno nemmeno il tempo di posizionarvi a dovere.

Quando avremo avvistato il dentice dovremo evitare di muovere il fucile che sarà tenuto il più possibile schiacciato al fondo. Eventuali correzioni vanno fatte quando il pesce è ancora lontano, movimenti  tardivi potrebbero segnalare le nostre intenzioni.

Spesso non sono necessarie rettifiche importanti poiché il dentice tende, dopo un giro di perlustrazione piuttosto ampio, a puntarci direttamente contro. Gli avvicinamenti sono, infatti, quasi sempre frontali ed avvengono ad una velocità maggiore  rispetto ad altri pesci. 

In qualche caso dopo un avvistamento laterale sarà utile non cambiare posizione né spostare il fucile ma  schiacciarsi progressivamente il più possibile sperando proprio in quest’abitudine.

In acqua bassa difficilmente il dentice darà più di un occasione. Sappiate che vi giocate tutto in un colpo solo.

Potrebbe tornare  a vedervi  ma solo  a distanza di “sicurezza”.

Se avrete la ventura, rara  nel caso di esemplari molto grandi, di incontrarne un branco le chance di cattura aumentano sensibilmente  grazie alla presenza  di esemplari meno smaliziati.

In questo tipo di occasione cercate di stabilire presto quale sarà il bersaglio e non cambiate obiettivo in corso d’opera.

Il tiro non è mai facile, la velocità con cui lo sparide girerà dopo aver soddisfatto la sua curiosità non lascia possibilità, dovrete scoccarlo non appena avrete la percezione che il pesce stia per effettuare la virata finale, quando avrete davanti la punta dell’asta la prima porzione della branchia sulla quale mirare.

Effettuato  in questo momento quasi sempre  colpirà a metà corpo. 

Vi consiglio di lasciarvi guidare dall’istinto. In genere ci si accorge di aver sparato senza volerlo ma perfettamente.

Una volta in sagola o nell’asta cercate di frenarne leggermente la fuga. Si fermerà al primo spacco disponibile.

Se sarete fortunati, determinati e, soprattutto, saprete sfruttare le vostre doti di osservazione  troverete spesso tra le vostre foto dei bei dentici.  Senza essere un fuoriclasse  e pescando, incredibilmente,  tra due e sette metri.

 

Maurizio Angelozzi