Nozioni di pronto soccorso
Alessandro Tucciarone
 

 

Pericoli in mare

Ricci di mare. (Paracentrotus lividus) Se inavvertitamente vi si appoggia un piede o una mano, le spine possono spezzarsi nella pelle. Se non vengono rimosse, possono penetrare in profondità nei tessuti causando la formazione di noduli oppure possono incunearsi nell’osso o in un nervo. Rimedi? Disinfettare la zona interessata con prodotti a base di cloro (es. Amuchina, Milton), togliendo le spine una ad una: una zona bluastra nella sede di entrata può aiutare a localizzarle. Gli eventuali residui non estratti possono essere sciolti bagnando la pelle più volte al giorno con aceto e coprendo l’area con una compressa di garza imbevuta di aceto. Solo di rado è necessario ricorrere all’intervento chirurgico.

 
Meduse. Sono dotate di un’unità urticante che a contatto con la pelle provoca arrossamento, bruciore intenso e gonfiore. Il rimedio più efficace è ancora una volta l’aceto, con cui va trattata immediatamente la parte colpita. L’aceto infatti, determinando un cambiamento del grado di acidità della pelle, è in grado di inattivare le sostanze tossiche urticanti. Anche l’ammoniaca (per uso dermatologico, reperibile in farmacia) sembra dare buoni risultati. Un cubetto di ghiaccio avvolto in un fazzoletto e posto sulla zona punta può ridurre il dolore. In seguito può essere applicata una crema cortisonica. Dopo le mareggiate è facile che i litorali vengano letteralmente invasi da queste creature. Alcune specie di meduse a dispetto del ridotto diametro del cappello sono fornite di lunghissimi tentacoli (anche di 2 metri) pertanto è comunque sconsigliabile avvicinarsi troppo a queste elegantissime creature marine.

 
Anemone. Esistono una gran varietà di anemoni marini, e la loro pericolosità varia da specie a specie. Nei nostri mari le specie presenti non sono particolarmente pericolose, tuttavia il contatto con i tentacoli di queste creature può essere sgradevole. Anche l'anemone, come la medusa e l'attinia possiede un veleno di tipo neurotossico la cui azione sul sistema nervoso provoca intenso dolore, arrossamento e gonfiore. Anche per lenire il dolore provocato dal contatto dell'anemone quindi è sufficiente l'aceto.

 
Tracina. Il corpo della Tracina è molto lungo in proporzione al muso, corto e una bocca piuttosto grande, dotata di numerosi piccoli denti. Il colore del corpo è grigio-roseo, volgente al bruno sul dorso e al bianco sul ventre, cosparso dappertutto di macchie nebulose nericce con delle striature che, nella parte anteriore e superiore del corpo, sono azzurre, mentre sono gialle sul ventre e sui fianchi. Vive sui fondali sabbiosi. La pinna dorsale è suddivisa in due parti, la prima è spinosa e la seconda molle. Sulla prima pinna dorsale, di color nero e sugli opercoli vi sono delle punte contenenti un veleno che, se iniettato, produce un dolore acutissimo, gonfiore della parte colpita e paralisi momentanea.
 I bagnanti vengono colpiti, generalmente camminando a piedi scalzi a pochi metri dalla battigia, calpestando inavvertitamente le piccole tracine nascoste nella sabbia, ma sono noti casi di subacquei che dopo aver molestato una tracina sono stati aggrediti. Le spine velenifere si trovano sull'opercolo e nella pinna dorsale anteriore. Il dolore provocato è immediatamente molto intenso e localizzato, ma tende ad irradiare dopo 10 - 15 min., raggiunge il massimo dopo 50 min., ma può durare da 16 a 24 ore. Si suggerisce di immergere la parte colpita in acqua a 45 gradi centigradi o nella sabbia calda per 30 - 90 min. fino ad alleviare il dolore. E' indispensabile pulire la ferita anche da eventuali frammenti di spine e disinfettarla.