Alessandro Manca era da tempo che si era prefissato l'obiettivo di catturare un tonno nelle acque antistanti la diga di P. Riso e infatti la sua attrezzatura e la sua impostazione di caccia erano finalizzate esclusivamente alla cattura del pelagico: il fucile era un lungo pneumatico della vecchia generazione (presumo un supersten) con un capiente mulinello verticale tipo Marò contenente un centinaio di metri di grosso monofilo di nylon. Al calcio del fucile erano direttamente collegati altri cinquanta metri di sagola assicurati a due parabordi di grosse dimensioni.Manca stava effettuando degli aspetti poco fuori la base della diga, in 18 metri d'acqua, quando d'improvviso gli passa davanti il tonno incuriosito.Non spara perchè il grosso pesce si trova al limite della gittata del fucile e risale.Nel momento in cui inizia la risalita il tonno si avvicina e si porta sotto la sua verticale. Ventilazione lunga e nuova discesa: la scena si ripete. Il pescasub si apposta sul fondo e il mostro gli gira attorno incuriosito ma diffidente, mentre in risalita riduce decisamente le distanze.Terzo tentativo e questa volta il tonno gli si avvicina direttamente in planata dando modo a Manca di effettuare il tiro in caduta.La freccia (il cui arpione era stato preventivamente imbevuto nella vasellina per migliorare la penetrazione) entra nelle carni del pesce da un paio di cm. di distanza rispetto alla pinna pettorale destra e deve aver toccato qualche organo vitale dal momento che il tunnide non parte deciso come ci si aspetterebbe ma esita un attimo, srotolando il monofilo con una velocità non eccessivamente sostenuta. Ovviamente viene lasciato libero di sfogarsi e di portare a spasso i parabordi.La fuga si protrae per due miglia con il sub (che nel frattempo era risalito in gommone) ad inseguire quelli che erano diventati due puntini bianchi all'orizzonte e si arresta su un fondale di 38 mt., inaccessibile per il pescatore. A questo punto entra in azione un apneista brindisino eccezionale, chiamato nel frattempo al cellulare e accorso col suo gommone) che con una facilità disarmante scende a sferrare il secondo colpo e, in un secondo tuffo, pratica una imbragatura nelle branchie del tonno, consentendo al Manca di tiralo su con una grossa cima.Il tutto sul filo dei 40 mt.!!!! La mole del pesce fa immediatamente pensare a un peso-record ma nessuno si aspettava che l'ago della bilancia si fermasse sui 258 Kg.!!!!!
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