Catture

 

Torre San Giovanni Ugento (LE)  27/03/2001

Sarà l’arrivo della primavera ma …. oggi sento profumo di leccie.

Il mare dopo diversi giorni di forte vento di scirocco è in scaduta.

E’il momento ideale per la cattura di questo splendido pinnuto.

Caricato il mio inseparabile cyrano 970, con tahitiana  da 7 mm doppia aletta,

terminale nylon 180, con 50 metri di sagola da 2 mm (carico di rottura di 90kg) e tutto il resto,

mi avvio con la  macchina verso Torre San Giovanni, tempo impiegato: dieci minuti.

E’ una bella fortuna abitare così vicino al mare, chissà quanti appassionati  devono

percorrere centinaia di chilometri prima di toccare l’elemento liquido tanto sognato.

Nello specchio d’acqua  non vedo palloni, sono solo, posso stare tranquillo nel torbido.

Mi dirigo al solito posto dove sul fondo c’è un sassone che mi permette una salda presa

contro la corrente alla fine della schiuma. Primo aspetto, la zavorra è stata calcolata

perfettamente.  Cyrano puntato verso la barriera dove rompe l’onda, la visibilità è

di circa un metro e mezzo.  Una nuvola di cefali (qui sono chiamati capozze)

passa  veloce sulla punta del fucile, ci siamo ….l’adrenalina comincia a salire.

 

Alla fine dei cefali arriva una prima leccia, poi una seconda, una terza.

Un branco di dieci, venti leccie enormi mi sfilano davanti velocissime. Punto il cyrano nel branco

premo il grilletto e il filo si srotola velocemente. Il pinnuto punta al largo come sempre.

Con fatica riesco a farlo rientrare di là dalla barriera e dopo pochi minuti …..è mio.

L’ago della bilancia si ferma a 16 kg!

 

In tanti anni d’onorata attività subacquea è la seconda volta che ho la fortuna di assistere

al passaggio di tanti pinnuti enormi. Probabilmente è l’elevata concentrazione

di prede (cefali) e il mare perfettamente sano a rendere possibile un simile evento.Questa bellissima,

oltre che caldissima giornata primaverile mi accompagnerà in tutti i momenti della mia vita. Così,

mentre ritorno a casa, rivedo l’immagine unica delle leccie che sfilano come un gregge di pecore,

e penso che questo è un posto……. MAGICO!

Scarlino Rizieri