Eden del 26/05/2001
Dopo la prefazione di
Guidone prima di passare alla cronaca della pescata vi racconto un piccolo
antefatto muppet. L’appuntamento era alle 3.30 sotto casa mia, ovviamente il
bimbo, che dorme sempre, aveva pensato bene di stare sveglio dall’1 alle 3.
Facile capire quanto ho dormito quella notte (ancora oggi ho le gambe molli per
la stanchezza). Scendo, inserisco i piombi nella borsa e attendo Guidone.
Improvvisamente sento una macchina che sgomma e vedo una uno bianca che fa una
curva quasi su due ruote per poi fermarsi su un marciapiede raschiando la
scocca. Era Guidone, che in ritardo, pensava di esser Il primo a prendere qualcosa è Guidone. Come è noto a tutti è velocissimo, ma questa volta ha veramente esagerato: ancora prima di entrare in acqua ha catturato il saragone. Si avete letto bene il saragone e non un saragone. Sedendosi ha infatti bucato con lo spillone portapesci la muta, e non solo quella, dello sparidone nazionale che si divincola in maniera feroce, come solo uno sparide di quelle dimensioni può fare. Forse sarà stato il colore verde Kermit della muta di saragone (io avevo solo i pantaloni di quel bellissimo colore), fatto sta che la prima cattura “pesante” dell’avventura era già avvenuta. I primi a calarsi in acqua sono proprio Saragone, Marco e uno dei pescatori “locali” che ricorda a tutti di prestare molta attenzione ai gronchi, a dir poco colossali, che si dovrebbero trovare abbondanti in zona. Con Guidone proseguiamo ed entriamo in acqua 500 metri a valle di dove abbiamo lasciato i nostri compagni. Lui è il primo, io sono 100 metri avanti a lui ed il secondo “locale” porta la barca 300 metri avanti e la ancora. Procederemo con questa staffetta per tutta la giornata. L’acqua per essere quella davanti al Po è leggermente sporca: al massimo si hanno 12/14 metri di visibilità. Il fondale e bellissimo con distese di fango a perdita di d’occhio, l’ideale per l’aspetto a questi gronchi transgenici. Individuo dalla superficie un raro sassone che si appoggia su una cigliata e che mi consentirà di fare un aspetto, dopo aver strisciato per 4 metri sul fondo. Decido che da li farò il mio aspetto e dopo 15 secondi che sono fermo sul fondo inizia il balletto: gronchi di tutte le dimensioni che mi puntano per poi scartare di lato quando sono ancora fuori tiro. Ripeto per 4 volte l’appostamento nello stesso punto senza mai riuscire ad effettuare il tiro. Ci sono degli esemplari veramente pazzeschi che arriveranno ai 8/9 Kg. L’appostamento non va bene, probabilmente sono troppo scoperto e anche se il tratto percorso al riparo dello scoglione attira quasi subito i pesci, la mia figura è troppo evidente. Individuo un altro scoglio con uno spacco verticale completamente all’ombra: la farò il prossimo tuffo. E’ leggermente più fondo, ma per me accessibile. Mi preparo e mi immergo. Una volta che sono appostato completamente all’ombra, quasi non riesco a trattenere l’emozione per lo spettacolo. I gronchi arrivano frontalmente in modo deciso (una 40°) per poi tornare sui loro passi, alla mia sinistra si avvicina un branco di saraghi tutti sopra i 7 etti, seguito da una decina di tanute intorno ai 2 Kg e tutti entrano nell’area di tiro del mio fucile. Io sono li per i gronchi e non mi faccio distrarre. Finalmente uno mi punta deciso e mi accorgo di avergli sparato solo quando sento il fucile che mi viene quasi strappato di mano. Ho scoccato il tiro non appena ha accennato a girarsi, ma il tiro è basso e non penso di averlo passato da parte a parte, immaginando che l’aletta sia aperta nella pancia. Penso di aver rischiato troppo: il tiro è stato lunghissimo (ben oltre 5.5 metri dal mio naso) e l’asta da 6 (tutti mi avevano detto di montare quella da 6.5) forse non aveva abbastanza energia, fatto sta che il pesce parte come un treno verso il fondo con l’asta che emette una sottile striscia di bollicine, tanto è la velocità con cui il pesce scappa. Penso di perderlo da un momento all’altro e mentre risalgo assecondo la sua fuga sperando che si fermi sotto qualche sasso. La frizione del mulinello “canta” ed è veramente una bella musica. Arrivato in superficie vedo che il pesce si infila sotto uno scoglio e che cerca di passare dalla parte opposta, non posso tirarlo su di forza, ma non posso neanche lasciarlo passare: cerco di tenerlo fermo e con lo sguardo cerco Guidone. Lo vedo lo chiamo e lui si … immerge. Maledizione! devo aspettare che torni su. Quando è in superficie riesco ad attirare al sua attenzione (bello sforzo! credo che mi abbiano sentito in Africa) e lo sollecito nell’intervento (con la schiuma alla bocca gli ho con gentilezza ripetuto di fare presto). Non gli dico neppure quello che era successo, gli strappo il fucile di mano e mi faccio la muppettata della giornata. Afferrando il fucile faccio partire il colpo. Immaginate il mio stato d’animo: pesce preso male e fucile scarico in mano. Trovo la calma ed in 15 secondi ricarico il fucile alla prima tacca, faccio due respiri profondi e poi scendo. Vado dalla parte opposta in cui è entrato e faccio fatica a vederlo nella nebbia che ha alzato. Finalmente distinguo la sua sagoma bluastra e gli assesto il secondo colpo, cerco di estrarlo, ma la prima asta mi impedisce di tirarlo fuori completamente. Sono euforico: il secondo colpo ha sicuramente rotto la spina dorsale del pesce e sono ormai certo della cattura. Risalgo con il pugno alzato urlando negli ultimi metri, con Guidone che, incredulo, osserva la scena. Non devo neppure immergermi, ma riesco a recuperare il pesce dalla superficie. Fatico ad ucciderlo e passiamo 10 minuti a sbrogliare la matassa di fili che si è creata. Ho modo di notare che la prima asta lo aveva tranquillamente passato, e che la reazione, violentissima, del pesce aveva lasciato solo 2 cm di carne prima che questi si potesse liberare: San Kermit insieme a Mortimer (così chiamo il mio monoscocca 100) mi hanno protetto. Come per incanto il gronco cambia colore ed assume una colorazione lievemente rosata. Lo attacco alla cintura e mi gusto le immersioni successive . Non so se sarei riuscito a prenderlo con asta più pesante, forse, a quella distanza, non avrei avuto la velocità sufficiente per raggiungerlo in tempo prima che completasse l’inversione di marcia, anche se l’energia dell’asta era sicuramente minore (qui Marc4 mi fa nero). Solo allora, in un attimo di rilassamento, mi accorgo che il piasciarino del terzo millenio è saltato: il preservativo di gomma non ha retto alla reazione che ha provocato la cattura del gronco, abbandonando il compito a cui era stato destinato. Dopo qualche attimo sento guidone che mi chiama e che mi mostra un gronchetto da lui preso all’aspetto. Questo è di colore marroncino con sfumature gialle. Mi immergo e vengo circondato da un branco di cefali. Tra questi è inserito anche un gronchetto come quello preso da Guidone che mi viene a trovare e sparo in testa fulminandolo. La giornata è incredibile e ho perso parte del mordente che ci vuole per fare “carniere”. Avevo un obiettivo: prendere un bel gronco e così è stato (pensate che ho messo in macchina la borsa frigo piena di ghiaccini contro tutte le cabale). Ogni 2/3 immersioni individuo un nuovo branco ed altre due volte sparo (rimediando delle padelle) ed in un paio di occasioni perdo l’attimo. In un caso mi sono trovato un bestione sicuramente superiore ai 7 kg a 1 metro dal mio viso. Ero in un buco, concentrato su due esemplari di fronte a me e non ho visto il “nonno” che mi guardava con interesse alla mia destra. Sono comunque riuscito a prendere un altro esemplare che presentava strane macchie dorate sulla testa. Durante un aspetto ho notato 4 metri davanti a me un sarago discreto che entrava ed usciva da una fessura. Ho deciso di fargli una visitina, ma quando sono arrivato a tiro ho desistito per non disintegrare l’asta su un pesce di soli tre etti. Ho proseguito l’agguato e quando stavo per girare lo scoglio è comparso il gronco che ho sparato d’istinto. Dopo averlo mostrato tenendolo come un cono gelato dalla coda a Guidone, l’ho appeso al cavetto e questa è stata l’ultima cattura della giornata che poi ho trascorso da turista. Ho ammirato saraghi, tanute, una cerniotta sui 5 kg che mi voleva portare in caduta nell’abisso ed un barracuda mostruoso (era lungo più di me) oltre ai numerosissimi gronchi. Strano che in quel posto non ci fossero dentici. Per la cronaca: il gronco rosa pesava 3.650 gr, il gronco con la macchia dorata pesava 900 gr, il gronco marrone e giallo pesava 750 gr, i gronchi con le chele tra il kg e i 2 kg
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