Catture

 

Pescata del 04/01/2004 Guidone il Magnifico, ovvero l’anno del supremo.

Prefazione.

Il racconto è diviso in due parti: la prima che narra le gesta della cattura effettuata dal Supremo vista dal punto di vista dell’orribile Terga Luminose. Nella seconda parte invece è il Supremo in persona a narrare i fatti

Resoconto di Terga Luminose

Che la giornata fosse particolare lo si era capito dal suo inizio. L’area era pervasa da una strana atmosfera e questa non era, come avranno pensato i più maligni, la puzza della muta del Mc Loleo rimasta per l’ennesima volta chiusa per una settimana nella sacca ed indossata direttamente senza nessun tipo di risciacquo.

La storica uscita (ed è proprio il caso di chiamarla “storica”) era nata la sera prima, quando al mio invito ad andare a pescare aveva risposto dicendo che era da Silvano: quale miglio occasione per riuscire a scroccare una bella uscita insieme?? Ovviamente sono io che faccio la figura e ci diamo appuntamento per le 7.30 davanti al suo gommone, ben consci del cappotto .. ops pescata che ci aspetta: tutto sommato il supremo ha già cappottato il giorno prima e quindi, forse, una possibilità di cattura l’abbiamo; poi l’asso nella manica di nome Silvago, qualche speranza la da.

Tutto si stava svolgendo in modo “normale”: Guidone come sempre era in ritardo, affrontava la curva che lo fa uscire dall’autostrada, con la sua uno su due ruote, per salire in modo orrendo sul marciapiede con le sospensioni che urlavano ed il paraurti che raschiava con decisione il gradino. Anche l’estrazione della borsa carica di attrezzature, che resta come sempre incastrata sotto il sedile, avviene secondo gli standard abituali.

Neppure i suoi occhi, rigorosamente gonfi per la stanchezza ed iniettati di sangue, erano diversi da quelli che era solito sfoggiare a quell’ora: forse non tutti sanno che per non rischiare di svegliare la talebana, lo scozzese non mette la sveglia e passa la notte un una specie di trans (nel senso di dormiveglia e non in compagnia di un transessuale come avranno ovviamente pensato i mattacchioni), in attesa che arrivi l’ora fatidica.

Anche lo scambio di battute e di risate tra di noi sembrava seguire un “protocollo standard”, soprattutto quando racconto che sotto casa mi ha fermato un marocchino che non trovava l’entrata del porto e quando ha visto che indossavo la muta ha iniziato a preoccuparsi. Il meglio doveva ancora venire: lui parlava solo il francese, mentre io lo parlo solo come una mucca spagnola. Spinto da sentimenti stile “sono l’uomo, ex veterinario, dell’amaro averna e devo fare qualcosa per chi è in difficoltà” gli dico “follow me” e lo accompagno sorridendo per lo sguardo stupito e di ringraziamento che mi da, davanti all’ingresso del porto.

All’elenco delle attività propiziatorie non mancava neppure il mio inseguimento con la minaccia di “marcare” il territorio, costituito dai suoi calzari, con il pisciarino.

Allora perché quella giornata aveva quell’atmosfera particolare? Non ve lo so dire; fatto sta che inizia l’avventura carica di speranze e di battute (quelle tra noi si sprecano) verso la nostra destinazione.

L’inizio è da veri muppet sotto l’influenza del supremo in grande forma.

1.      non funziona il verricello per alare il gommone e questo, a detta di Silvano, non era mai successo. Per fortuna riusciamo a trovare un quadro elettrico staccato e riusciamo a mettere in mare il mezzo.

2.      non parte il motore: tanto per cambiare solo una sana dose di bestemmie, qualche minuto di apprensione e alla fine una preghiera al supremo, riescono nell’intento.

3.      il tappo di scarico dell’acqua della coperta del gommone è bloccato, per cui ci si prospetta un viaggio  in qualche centimetro di acqua “santa” di un vago color seppia.

4.      quando finalmente arriviamo sul luogo di pesca, lo troviamo già occupato da almeno due sub e dobbiamo cambiare destinazione

 

Sono in acqua da circa un ora quando Silvano e Guidone mi si avvicinano con il gommone. Silvano mi dice che c’è, in aria, odore di sangue di vergine: io non capisco e salgo mentre Guidone mi guarda in silenzio con gli occhi lucidi, ma decisamente “vivi”.

Per spiegarvi quello che è successo non posso far altro che “entrare” nella mente di Guidone ed impossessarmi del suo unico neurone funzionante.

Forse alcuni sanno che io sono caratterizzato da un solo neurone, Mario neurone straordinario che funziona a momenti alterni (e io becco sempre quelli in cui non funziona) e che mi provoca poche idee, peraltro molto confuse. Bene, anche Guidone ha un solo neurone: il suo nome è “Osso”, neurone tirchio a più non posso (e quale altro nome poteva avere?).

Ed ecco il racconto dalla parte dello scozzese:

Come sempre sono stato più veloce del Pier ad entrare in acqua, sono un drago, non mi batte nessuno!!! L’acqua è abbastanza limpida ed il mare è calmo, le condizioni ideali per poter effettuare la mia pesca preferita: il “raschiascoggi” (il raschiascogli è una derivazione della pesca a patella estrema).

Strano in giro non si vede una pinna a parte qualche piccolissimo Diplodus Sargus Sargus una miriade di chromis chromis (castagnole) e alcune sinuose coris julis (donzelle) (ndr: abbiate pazienza, ma Guidone i pesci li chiama solo con il nome latino).

Ecco, sto per effettuare l’ennesimo agguato dalla superficie dietro un massone , mi concentro e mi avvicino con circospezione e silenzioso al limite del masso che lascia aperta una bella cavità, mi affaccio e …………….

Di seguito riporto il dialogo che intercorre tra il pescatore e l’incauta preda:

Guidone: echecazzzzzooooooo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Preda: echecazzzzzooooooo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Guidone: cosa diavolo è?

Preda: cosa diavolo è?

Guidone: un pesce!!! Emozione

Preda: un pescatore!!! Terrore

Guidone: ma che pesce è?

Preda: ma che pescatore è?

Guidone: minchia!!! è un Dicentrarchus labrax!!!

Preda: aaaaaah … per fortuna è Guidone!!!! Mi posso rilassare!!!

Guidone: quanto è grande!!

Preda: ora starà pensando quanto sono grande!

Guidone: che bei colori ha!!

Preda: ora starà pensando che bei colori ho! Ma cosa diavolo gliene può fregare se è a caccia

Guidone: ma non è solo, vedo un ombra dietro!!

Preda: ora si sarà accorto che non sono solo

Guidone: mi devo concentrare solo su di lui!!

Preda: ora starà pensando che si deve concentrare solo su di me

Guidone: mi sembra a tiro a non più di due metri?

Preda: ora starà pensando che sono a tiro

Guidone: forse è messo male?

Preda: ora starà pensando che sono messo male

Guidone: c’è uno scoglio dietro e rischio di vedere rimbalzare l’asta oltre che a rovinarla. È quasi nuova ha solo 8 anni e deve durare per altri 15 prima che la cambi!!!!

Preda: ora starà pensando che c’è uno scoglio dietro e rischia di vedere rimbalzare l’asta oltre che a rovinarla. Ha solo 8 anni e gli deve durare per altri 15!!!!

Guidone: ancora un attimo e sparo

Preda: ora starà pensando che tra un attimo spara

Guidone: mi sarà mica venuto il “braccino”?. Per la cronaca dicasi braccino la sensazione che si ha di incertezza che si prova prima dello sparo, se si sta eseguendo una masturbazione mentale eccessiva prima del tiro, avendo avuto troppo tempo per pensare.

Preda: ora avrà paura che gli sia venuto il braccino

Guidone: ma che fa si sta infilando in uno spacco tra due scogli, se non faccio qualcosa l’orribile mi incula (e potete chiedere a lui la veridicità di tale frase)

Preda: stai pur li a pensare che dovevi sparare, io vado

Guidone: ora sparo

Preda: ormai sono fuori tiro!! Ti saluto Mc Loleo!!!!!!!

Guidone: ora è fuori tiro, ma tanto ritorna a vedermi

Preda: ora starà pensando che sono fuori tiro e col cavolo che torno a vederlo!!!!

 

Questo è il dialogo standard che intercorre tra lo scozzese e le sue prede, tanto che ormai non c’è pesce in Liguria che non lo abbia imparato a memoria.

Il minitrattattato “Mille malizie per sfuggire a Guidone lo scozzese” è stato stampato in migliaia di copie e ha consentito a tantissimi pesci di uscire indenni dall’incontro con l’uomo nero e di divertirsi addirittura. Pensate che vengono anche organizzati dei tour per pesci foresti (non liguri e di Bogliasco in particolare), tanto è ormai grande la sua fama.

Questa volta è successo qualcosa di diverso: il pesce è infatti praticamente immobile con una faccia “stupita”, fulminato dal tiro di Bertoldo (il fucile di Guidone), non si sa se per la precisione del tiro o per l’immane sorpresa con successivo infarto, suscitata dall’esecuzione del tiro stesso, mentre ancora stava recitando tra se e se “Guidone starà pensando che tra un attimo spara”.

Tutta la sua attrezzatura, e non solo quella, è insorta: le pinne si sono inarcate costringendolo a muovere la schiena e ad irrigidire il braccio, Genoveffa (la muta stretta e mai lavata) gli ha provocato uno strizzone addominale che gli ha fatto contrarre la mano sul calcio ed il dito sul grilletto, Bertoldo ed Osso (neurone tirchio a più non posso) hanno effettuato calcoli impossibili per correggere l’ormai noto errore del rinculo-fucile che possiede lo scozzese e, non ultimo, il guanto rattoppato si è spalancato facendo entrare un rivolo di acqua fredda nella mano, provocando una brivido lungo tutta la schiena.

In queste situazioni con tutta la sua attrezzatura, nessuno escluso, che urlava all’unisono “spara bastardoooooo!!!!” il colpo era partito d’istinto (alla faccia dell’istinto) e aveva colpito l’incredulo bersaglio, mentre questi si stava dileguando tra i sassi ed era visibile solo la coda.

Quando salgo sul gommone (sono tornato in me stesso, perché stare in Guidone per troppo tempo può essere letale oltre ogni misura e mi ha provocato uno sforzo incommensurabile oltre che uno stato di confusione generale) e per la seconda volta Silvano afferma: “sento odore di sangue di vergine” mi rendo conto di essere atterrato (e si perché i muppet non salgono sul gommone, ci straccionano letteralmente dentro con la faccia dopo essere scivolati sul tubolare) a meno di 20 centimetri da un luasso da gara

A quel punto succede il finimondo: tento un doppio salto mortale con avvitamento da fermo, ma forse il peso dei piombi è eccessivo e non riesco nell’intento!!!!

Guidone è quasi paralizzato, mentre io e Silvano gli elargiamo abbondanti pacche sulla spella e botte di “bastardo”. Poi capisco perché è così silenzioso: ha appena finito un orgasmo prolungato ed impegnato in una specie di danza: il pervertito, non si accontenta di ucciderli, ma espleta sulle sue prede, pratiche oniriche (e nei sogni i pesci li tratta come quando a 18 anni sognava signorine particolarmente dotate e disponibili). 

Quando siamo a riva, ancor prima di togliersi la muta, si fuma una bella sigaretta (chiedete se non credete) pur sapendo di essere in ultra ritardo e di avere la moglie in certa collera!!!

In confidenza mi ha detto che non si sarebbe lavato la muta per almeno un anno (come se normalmente lo facesse più spesso) per non togliere il muco del pesce, nello stesso modo in cui (parole sue) non si sarebbe lavato se avesse trombato la Naomi.

Per le foto di rito lo devo far venire a casa mia, perché a casa dello scozzese, anche le macchine fotografiche/rullini, sono contingentati!!!

Sono fiero di aver partecipato a quest’avventura, che ha dell’apocalittico, e di poter narrare le gesta del nostro eroe, per provare a far vivere l’emozione da noi vissute, a voi tutti.

Un sempre affezionato allo scozzese

orribile Presidente Kermit alias Piero Terga Luminose Carrera

Resoconto del Supremo MCLoleo

 

Ovvero… L’interpretazione autentica dello scritto del PierCarrera.

A volte pare di “occupare” internet con le nostre cazzate, ma poi, anche visto l’Evento (come verrà citato dai nipotini), mi scuoto e provo a fornirvi una versione dei fatti un po’ più vicina al reale o, quantomeno, meno a disfavore del Supremo, anche se, ammetto, quella del Piercarrera ha divertito pure me.

Per inciso, la mail ha riposato tre anni (tre) sul suo pc in attesa di una mia cattura “importante”. L’ha riadattata e finalmente ha potuto mandarla.

I fatti….

Non ho più la uno della moglie, le nuove norme del codice della strada hanno placato abbastanza la mia antica passione per la velocità e la mattina del fatto mi è passato a prendere Silvano. E’ un fatto, come è un fatto che io, commosso dal feroce consumo della Honda Joy (una bestialità che sembra un fuoristrada, consuma come un Leopard e va pure piano) del mutaio metta un bel 10 euro per la benza del gommino. Era giusto e doveroso, ma un poco a volte mi commuovo di me stesso.

E’ altrettanto un fatto che il piercarrera sia arrivato in lieve ritardo adducendo di uno strano incontro con un povero marocchino francofono al quale avrebbe dato, sfoggiando nel mattino genovese la meravigliosa mimetica della foto, indicazioni sul porto di Genova.

Nutro qualche dubbio sul fatto che la prestazione piercarreresca si sia limitata a questo, ma, d’altronde, la muta era a posto, il pisciarino pure.. (ma ve la figurate la faccia del nordafricano di fronte all’Orribile pisciarinato in piena città?)

Bando alle ciance… Lui arriva e subito, in effetti, si manifestano strane influenze…

·        Il gommone, naturalmente, ha un tubolare floscio,

·        La pompa di sentina, naturalmente, non aveva funzionato e a poppa staziona una melma obbrobriosa che permane in loco probabilmente da almeno 15 giorni...

·        Il verricello si pianta...

·        Il buon Silvago, solo lievemente perplesso, per pochissimo non finisce in acqua dietro a carrello e gommone, ma... per fortuna (!) la catena agganciata al carrello non si sgancia e il catafalco gommonato si arresta...

Le operescion di alaggio erano precedute da una vestizione in doccia calda (ah, la noblesse...) mia e del Silvago, che dimenticandosi delle dimensioni del Supremo, (da oggi e fino a fine dieta l'Obeso) rischia un disgustoso amplesso facilitato dai bagnoschiuma profusi per l'indossamento delle mute..

Salviamo la reciproca verginità grazie agli effluvi provenienti dalle snickers del Prode Mutaio che, in un attimo si rende conto del perché la moglie si ostinasse a non volerle nella scarpiera comune..

Siamo pronti!

Fanno si e no due gradi con vento piuttosto teso, ma, come mi esce spontaneo di affermare davanti ad un simpatico bombolaro amico di Silvago, "le beline abbondano stamattina". Ed in effetti...

Altre quattro "beline" (persone non propriamente di brillante intelligenza n.d.t.) hanno occupato la "zona obiettivo".

Noi ripieghiamo, loro, quasi sicuramente, stanno ancora chiedendosi come sia potuto accadere che in quattro abbiano avuto un mostruoso strizzamento di budella, abbiano sboccolato 3 elastici nuovi e distrutto un pistone esattamente dopo aver sbagliato tre luassi giganteschi... solo noi sappiamo....

Nella "zona di ripiego" l'entusiasmo non è alle stelle, "ci saranno branzini?", chiedo al mio Nume Mutaiolo, e Lui annuisce, quasi per non rendermi sconsolato...

Ammaro (date le dimensioni) per primo e mi faccio passare l'excalibur... Ago in lacrime dal ridere mi mostra l'ogiva che si è sciolta dal dadino di blocco e pende dalla boccola... bestemmio, naturlich, e prendo il mono 100... col Pier che ride, approva e vaticina che "quello è il fucile, non 'sto cesso di omer"...

Dopo un mese e più di fermo, caricare alla seconda il mono 100 è impresa titanica, va alla prima ed accontentiamoci...

Siamo obbligatoriamente contro sole, con acqua torbiduccia, ovvero.. come non vedere un cazzo e farsi vedere benissimo dai pinnuti...

Vedo tre bei saraghi, ma, ho un fastidio... non si può sparare ai saraghi, io non li amo, vorrei qualcosa di più lungo... (immagine poco freudiana, vi assicuro).

Un po' decido io, un po' ci si mette la corrente che letteralmente mi sposta il fucile da un discreto padellone a venti cm dalla tahitiana...

UFfa, un altro cappotone...

Decido di tornare indietro, con il sole alle spalle, e fare fuori almeno qualche sarago. Sono deciso a sparare... peccato che sia il deserto assoluto.

Un rumore mi indica che Silvago è tornato a prendermi... Risalgo in gommone, un po' depresso. Lui nulla ha preso, come me...

Poi mi riporta un pochetto indietro e mi suggerisce "fai un tuffo qui, tanto aggiusto un po' il gommone".

E così fu.

Mono ancora alla prima tacca, tanto...

Depresso e certo del cappotto faccio nemmeno 50 metri e...

Le parole del Pier sono abbastanza veritiere, in effetti...

"ecchecazz" mi dico... Lui, è sotto di me che transita... cazzo come è grosso.... un cefalon?...no, è un branzino... sparo..no, aspetta, c'è anche un compagno, lo percepisco solo, un ombra, no, stai concentrato su questo...nooooo, si sta infilando tra i due massi, spunta la coda ... scendo... "il pier mi incula se lo sbaglio" (giuro è così che ho pensato in quel lungo momento) Lui è ormai nel buio tra i due scogli, uno spacco di 25 cm di larghezza... miro dove dovrebbe essere il "grosso".. sdrang! L'asta si muove e percepisco le scodate lente e possenti, da pescione... che non si strappi! Tiro senza indugio, devo toglierlo dallo stretto... la testa non passa dallo spacco, poi passa.. lo avvicino ancora, lui fa una fuga a mezz'acqua ma ormai è vicino...l'aletta!, prendi l'asta che fuoriesce dalla testa... preso! Lo stringo al corpo, con le mani tengo l'asta e il pesce. Piuttosto che mollarlo annego.

Alzo la testa per cercare Ago... "Silvano!" Lui non sente, poi vede che lo chiamo, accende e mi arriva ad un metro... Quando vede l'animale sgrana gli occhi, urla come uno scemo.. SIIIIII, belin Guidone! Ce l'hai fatta!

Ci fosse uno che pensi di me che io non sia scarso..... un disabile della pescasub sono...

Gli porgo l'animalo e mi esibisco nella più perfetta risalita Muppet, faccia in avanti e pancia che struscia sul pagliolato...

La risalita del Pier da cui siamo subito accorsi “per farlo morire” è terribile quanto la mia …."dovrei mollare i piombi" dice l'Adiposo, in un attimo di autocommiserazione... Non vede il branzinone, nascosto dalle pinne che a malapena lo coprono... analizza le nostre facce, risente le parole di silvago che vagheggiano di uno sverginamento ... "che cazzo avete?!" sentenzia l’Ottuso.

Poi il tripudio... "finalmente la puoi mandare la tua mail" gli dico scoprendo l'animale... perplesso guarda, trasecola... "chi l'ha preso?" "TU????? Belin che bestia!"

Il resto non ha storia se non per l'oltraggioso ritardo che accumuliamo cercando prima due tuffi nel blu del Pier, qualche tuffo agostiniano su mire transeunti ed una passata nella "zona obiettivo" dalla quale si erano dileguati i quattro infelici del primo mattino...

L'insistenza del Piercarrera per le foto e la pesatura vanno a segno. Lo pesa in un bar del circolo che sentenzia un 4,7 chili, intanto che sono sotto la doccia, poi, ancora con la muta, corre a casa a prendere la macchinetta e ci aspetta sul portone (in mimetica come si evince dalle foto) per le foto di rito.

Tre mostri ed un povero luasso, tre foto che dimostrano l'abbruttimento umano e la triste condizione di un uomo obeso con barba di 6 giorni che ha per amici l'Orribile ed un mutaio quasi umano.

Le facce dei passanti (città piena, ore 13 e 30, per fortuna)nel vedere tre disperati che si sbellicavano dalle risate con un pesce in mano erano francamente un programma..

Ma momenti così non ce ne saranno molti... quindi...

Alla prossima amici miei, quest'anno il Supremo è della partita! En garde!

Guidone

MUppet Domanilomangio Team

Guido Loleo