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Sono circa tre settimane che desidero organizzare una bella
battuta di pesca di quelle "cazzute", durata 6-8 ore e molti
spostamenti in gommone per battere più zone possibili.
Nemmeno oggi è stato possibile!
Scendo da casa alle 11.00 e trovo una bella multa appiccicata al tergicristallo.
Riconosco la vigilessa che ha "osato" tanto e la raggiungo.
Inizia una discussione che mi porta alla contestazione della stessa con relativo
annullamento. Mi ricordo di non avere a disposizione la tanica per la benzina,
devo quindi dirigermi verso il cantiere, recuperare il serbatoio, tornare
indietro per il rabbocco e ripiegare verso il rimessaggio.
Morale, tra una cosa e l'altra: alle 14.00 in acqua!
Il mare è decisamente mosso da uno Scirocco teso e decidiamo di iniziare su un
bassofondo (8-10 m.) roccioso che ospita spesso branchi di saraghi al
pascolo. In un'ora non vedo nulla di sparabile, solo grosse pallonate di
castagnole, mennole e occhiate, molto folte ma all'apparenza troppo
tranquille perchè possano costituire il pasto di qualche predatore.
Mi imbatto in un branco di cefali che fanno capolino da tre lastroni accatastati
e decido di rivolgere a loro la mia attenzione. Ne catturo subito uno
all'aspetto e mentre lo ripongo nel cavetto mi si rompe la seconda cintura di
zavorra. Perdo in tutto una mezz'ora per tornare in gommone,riassettare la prima
(e ora unica) cintura e rientrare in mare per vedere i cefali letteralmente
spariti e ascoltare due persone che mi urlano quasi simultaneamente da opposte
direzioni: ARMANDOOOOOOO!!!!!!!
Mi giro dalla parte di Marco che ha catturato una bella palamita (circa 3,5 kg).
INCREDIBILE! Sono due settimane che avvisto questi pelagici e mi sono sempre
passati a debita distanza. BOH!!!
Dall'altra parte Samuele risalito in gommone mi mostra un bel dentice di oltre
due chili che "vagava" da solo per le vie della secca.
Il mare si ingrossa ed essendo in quattro sul gommone, decido di ripiegare in
una zona ridossata, coperta dalla diga di punta Riso. Gli aspetti si susseguono.
Le provo tutte: a corrente, contro, sole alle spalle, seguendo la minutaglia, da
9 a 17 m.. NIENTE! Non gira un pesce degno di questo
nome! Penso che forse è meglio arrendersi e mi dirigo verso il gommone.
Nel frattempo continuo con gli aspetti sul cappello della secca, questa volta
finalizzati alla cattura disperata di qualche cefalo o riccioletta che in genere
incrociano la risalita. NULLA!
Sto per risalire in gommone quando decido di non demordere e di riprovare sulla
cigliata a N, sui 12 m.Il sole è quasi tramontato e oramai non ho più molte
speranze: scendo quasi per "timbrare il cartellino" e non mi
ventilo nemmeno bene. Arrivato a circa un metro dal fondo, come mio solito, mi
"orizzontalizzo" per ammortizzare il contatto con il fondo e con
GRANDE stupore mi accorgo di un denticione che aveva deciso di farsi catturare
in caduta. Colto di sorpresa mi illudo di poterlo catturare all'agguato/caduta
ma naturalmente lui scoda e si allontana. A questo punto il branco mi
assale: una quindicina di dentici dai 2 ai "nonso" chili mi porge ora
il fianco ora il muso. In un attimo riguadagno il vuoto mentale e mi concentro
al massimo sulla situazione. Mi guardo attorno e noto un grosso sparide a
circa tre metri dalla punta dell'asta che procede lento. Il tiro è
lungo,
in genere sparo ai dentici solo di muso ma qualcosa mi dice che posso provare e
premo il grilletto...
L'asta colpisce il pescione sotto la pinna laterale sinistra. Inizia il
solito finimondo ma ad un certo punto mi si gela il sangue: IL MULINELLO
SI E' IMPARRUCCATO!!!!!!!!!!!
Fortuna vuole che il dentice nella sua fuga, anziché sprofondare o
intanarsi, abbia risalito la cigliata e si sia portato sui 9 m.
consentendomi, non senza un po' di batticuore, di abbracciarlo e di metterlo a
pagliolo.
A casa l'ago della bilancia si attesta sui 3 chili e 100 grammi. Decisamente un
buon risultato!!!
Armando Calizzi
Brindisi
calizzi@tiscalinet.it
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