CHI SIAMO Abbiamo perso l’identità d’animali terrestri, il ruolo d’esseri viventi in lotta pur in equilibrio con le altre forme di vita. Il
nostro cervello è cresciuto come un frutto irreale fino a diventare, alieno,
sulla madre terra. Un
processo evolutivo impazzito e irreversibile ci ha trasformato in creature
troppo intelligenti, ma troppo stupide per capire le regole del pianeta. Il
corpo animale e la mente di un dio folle acuiscono il distacco dal “
naturale”. Infranta
la legge della selezione naturale ci avviamo rapidamente al declino genetico. C’è
un istante nella nostra evoluzione, segnata dal caso, che ha determinato questo
processo, un punto di non ritorno: il primo animale addomesticato, il primo seme
coltivato, la prima gerarchia, la prima città. Non
troveremo più l’equilibrio dell’uomo cacciatore della piccola tribù
nomade, così vulnerabile, così immensamente felice. Un
vago ricordo ancestrale sfugge all’indagine razionale del nostro intimo, nel
circuito neurale più antico, dove la paura e la gioia toccano le oscillazioni
più grandi e ci spinge sul sentiero di caccia dove i sensi provano ancora il
brivido delle antiche emozioni. Degli
umani, noi siamo gli ultimi a vivere lo spirito della terra, gli altri, i
mutanti, guardano dal vuoto siderale, un pianeta che non è già più loro,
segnati da un destino che li allontana verso le stelle.
Giorgio Dapiran 11/2000
|