Giorgio Dapiran
 

                                               CHI SIAMO 1

Questi brani sono il frutto di una ricerca personale sulle radici della nostra passione per la pesca.

Chi siamo, dove nascono le nostre inclinazioni?

Un filo sottile lega le nostre vite all’identico amore per il mare e per la caccia.

E’ solo casuale o nel nostro genoma è scritto un codice che determina i nostri gusti e le nostre tendenze?

E’ un divertimento o rispondiamo ad un irresistibile richiamo? 

Mio padre era un pioniere della pesca subacquea, mio nonno un collaudatore di sommergibili entrambi gente di mare, ma il padre, del padre, del padre…?

“LUI è sopravvissuto perché era un grande cacciatore, aveva sempre molto cibo per sfamare se e le sue mogli. Sapeva se era tempo di spostare il campo quando la selvaggina era scarsa. Costruiva con le sue mani gli attrezzi per la caccia.

Il frutto del suo seme si è sparso numeroso nelle terre circostanti: negli occhi d’ogni figlio la stessa luce, la stessa intelligenza!”

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Una verità storica che raramente si legge sui libri è che i popoli industrializzati, padroni della tecnologia, hanno acculturato o sterminato tutti gli altri popoli, appiattendo le diversità che migliaia d’anni fa caratterizzavano le varie etnie.

La tendenza attuale è di un’unica cultura, un’unica organizzazione sociale che domini il pianeta. Ci  arricchiamo di benessere, di beni di consumo, la nostra vita è più lunga, ma  siamo più poveri nella diversità, nella varietà del “modus vivendi”.

Oggi, anche l’eschimese sogna un televisore più grande!

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I cacciatori / raccoglitori, perfettamente in equilibrio con l’ambiente naturale, in religiosa armonia con il pianeta, sono stati accuratamente sterminati, dagli allevatori / agricoltori, approssimativamente 10.000 anni fa.

 La loro spiritualità si è persa ed è stata dimenticata.

Gli aborigeni australiani, vissuti per 40.000 anni di caccia e dei frutti della terra usando strumenti primitivi, hanno lasciato intatto il loro ambiente.

Gli immigrati occidentali, in poco tempo hanno costruito una società industriale che, rapidamente, sta cambiando tutti i biotopi australiani.

Nella società occidentale, paradossalmente, il cacciatore/raccoglitore, oggi, è considerato un elemento di squilibrio nell’ecosistema e bandito dalle cosiddette aree protette. Nel Mediterraneo, però, il pescatore che pratichi la pesca industriale, può  svolgere la sua attività anche nei parchi marini, mentre chi pesca per mangiare, come faceva il nomade nostro antenato, se ne trova escluso! L’antico scontro,  ha lasciato tracce profonde nell’inconscio dei dominatori del pianeta.

Viviamo “uno a contatto dell’altro” , apparentemente appartenenti allo stesso ceppo, ma intimamente  “diversi”,   geneticamente diversi!

Le pulsioni che agitano i nostri istinti di cacciatore sono come il magma del vulcano che dal profondo intimo del cervello limbico affiorano ad evidenziare questa  diversità.

Gli occidentali appartenenti alle società  gerarchicamente  strutturate nei grossi centri urbani degli allevatori / agricoltori hanno vissuto, per centinaia di generazioni, in città affollate dove la principale causa di morte erano le malattie infettive di carattere epidemico (peste, vaiolo ecc.).

Solo i sopravvissuti alle epidemie hanno potuto trasmettere i propri geni alle generazioni successive selezionate, per lo più, sulla resistenza ai vari ceppi virali .

Le tribù di cacciatori / raccoglitori erano costituite da 20 /30 individui al massimo e la causa di morte era dovuta in prevalenza agli scontri di guerre tribali ed alla scarsità di cibo, mentre le malattie infettive erano alquanto rare. La selezione naturale, nelle società tribali, perciò, ha favorito i cacciatori più forti e più intelligenti.

 Per milioni di anni ( durata del dominio delle società  dei cacciatori) l’uomo ha ricevuto un miglioramento genetico qualitativamente importante  da questo tipo di selezione.

Non si può dire che ciò sia accaduto e accada nelle società moderne. L’allungamento della vita dell’uomo contemporaneo è frutto di una maggiore resistenza agli agenti patogeni virali , acquisita per selezione naturale.  Il bagaglio genetico dell’uomo moderno, però, tende ad impoverirsi progressivamente.

Questo declino è iniziato con la sconfitta totale delle società tribali dei cacciatori, da parte delle società organizzate in città degli allevatori / agricoltori.

 

Giorgio Dapiran 11/2000