ITINERARI di Pesca

CROAZIA
Massimo Fantino, 06/2000
 

 

       La Croazia è uno dei rari posti nel mediterraneo in cui il pescatore subacqueo può andare alla ricerca di quel mare ancora ricco di prede ed incontaminato che troppe volte rimpiangiamo di non avere lungo le nostre coste. L’ itinerario che mi appresto a descrivere è relativo alla zona immediatamente a Sud di Zara e vede come base di partenza il porticciolo di Biograd, una accogliente cittadina che offre ogni tipo di sistemazione, sia in case private che in albergo. Personalmente ho alloggiato all’ Hotel Ilirja che oltre ad essere pulito ed economico ha il vantaggio di avere dei posti barca riservati a 20 metri dall’ entrata, facilitando enormemente le operazioni di carico e scarico dell’ attrezzatura. Biograd si raggiunge o percorrendo la litoranea dopo il confine italiano ( viaggio massacrante, specie se si guida con il carrello) o raggiungendo Zara in traghetto da Ancona e scendendo poi circa 30 km in direzione Sud. Bisogna poi ricordarsi di espletare alcune formalità relative all’ imbarcazione e al permesso di pesca. Per l’ imbarcazione bisogna recarsi in capitaneria e mostrare il certificato uso motore e l’ assicurazione e si riceverà in cambio un adesivo da applicare in un punto visibile, mentre per il permesso di pesca basta recarsi in uno dei due negozi di marineria presenti in città, pagare circa 90.000 lire ed averlo al momento. Per quanto riguarda l’ imbarcazione è assolutamente indispensabile per visitare i punti interessanti ed è consigliabile sia munita di ecoscandaglio e gps, non solo per trovare le zone migliori che descriverò fra breve, ma anche per non perdersi, dato che ci si muove in mezzo ad una miriade di isolette tutte uguali che non danno assolutamente nessun riferimento. E’ inoltre consigliabile assicurarsi una buona scorta di carburante ( la benzina costa circa 1.000 lire al litro) perchè a volte le distanze da percorrere sono notevoli.

Dopo tutto ciò possiamo iniziare a pescare. Il primo punto interessante di immersione è una piccola secca nei pressi dell’ isolotto di Kamenar, che sulla cartina è contrassegnata col n. 1. Le coordinate gps ( rilevate prima dell’ eliminazione dell’ errore) sono :

N : 43° 48’ 999’’

E : 15° 22’ 772’’

E’ una risalita che da un fondale di 40 metri arriva a -8 metri con pareti ripide di posidonia e un po’ di roccia sul cappello. Il posto è frequentato da un branco stanziale di grossi dentici, oltre che da orate e pizzuti e visto la bassa profondità del cappello c’ è il vantaggio che si riesce a rimanere sopra al termoclino, sempre presente in modo avvertibile. Non è raro specie all’ alba sorprendere qualche corvinone di taglia super appena sopra i ciuffi di posidonia, ma bisogna tentare un agguato o una caduta in punta di pinne ed arrivare a tiro prima che i pesci vengano inghiottiti dal tappeto verde.

Quando vi sarete stancati, si potrà fare il periplo dell’ isolotto di Kamenar distante neanche 100 metri, dove all’ agguato non è raro sorprendere orate e branzini. Nella parete a Sud-Est se c’è corrente vale la pena di fermarsi e pescare all’ aspetto. E’ una zona ottima da dentici ( grossi) ed in generale di passaggio di palamite e ricciolette.

Il secondo punto di interesse della zona è forse il punto migliore di tutta la zona ed è quello segnato sulla carta col n. 2 ed ha coordinate gps:

N : 43° 52’ 611’’

E : 15° 20’ 636’’

Si tratta di una secca fantastica, questa volta di roccia, che risale da -50 metri a - 9 metri ( non ho mai trovato il cappello che la carta segna a tre metri e francamente penso non esista), dove è possibile qualunque tipo di incontro. Valutate quindi bene se vale la pena sparare ai saraghi fasciati ( alcuni vicini al kilo) che popolano in branchi abbondanti in cappello per poi magari vedervi sfilare un ricciolone o un tonno da 50 kg sotto le pinne mentre risalite. Il lato a Sud è molto più ripido e scosceso ed è sicuramente quello più adatto ai grandi incontri. Conviene fare l’ aspetto sui terrazzini che vanno in profondità con lo sguardo che scruta anche in alto e a mezz’ acqua da dove può arrivare ogni sorta di pelagico. A volte si sentono delle scodate incredibili e la mangianza si sposta impazzita per un’ altezza di 20 metri. Non sempre si tratta di pesci singoli che vengono a caccia, ma più frequentemente di branchi di grosse palamite. Il lato che dà a Nord degrada invece molto più dolcemente ed è ottimo per le orate ( grosse e molto fiduciose) e per i dentici, anche se non ne ho mai visto prsci di dimensioni superiori ai tre kg.

Il terzo punto di imersione è contrassegnato sulla carta con il n. 3 ed ha coordinate gps:

N : 43° 58’ 172’’

E : 15° 14’ 972’’

E’  una risalita graduale di posidonia fra l’ isola di Pasman e l’ isolotto di Lavdara che forma un pianoro abbastanza esteso a circa 20 metri di fondo, con due piccole guglie a 15 metri. E’ un ottimo posto per l’ aspetto ai dentici, anche se ha il grosso problema che in estate il termoclino è quasi sempre di qualche metro più in alto, limitando moltissimo gli avvistamenti e le catture.

Infine c’è la secca dell’ isola  di Brusnjak, contrassegnata sulla carta con il n. 4 che ha coordinate gps:

N : 43° 47’ 916’’

E : 15° 22’ 049’’

Qui, nonostante ci troviamo al confine del sorvegliatissimo e splendido parco delle isole Kornati, non ho mai fatto incontri interessanti, salvo dei nutriti branchi di grossi pizzuti che pascolano sul cappello posto alla profondità di 9 metri.

Concludo ricordando a chi vorrà recarsi a pescare in questi splendide acque, alcune semplici regole di comportamento.

I segni della guerra sono ancora molto evidenti ( case colpite dai mortai, buchi di mitrgliatrice ecc.). Evitate, come ho visto fare, di mettere i bambini o la moglie in posa davanti a questi scempi e fotografarli.

I pescatori sono molto possessivi e gelosi delle lore secche. Personalmente sono stato minacciato con un grosso bastone e un’ altra volta ho fermato in extremis un energumeno che si dirigeva con la barca  verso il mio gommone ancorato poco lontano, con l’ intenzione di aprirmelo dai coni alla prua. Quindi non prelevate più del lecito, non mostrate le prede ( foto in mare e non sul molo) e soprattuto non provate a vendere il pesce. Molto meglio farselo cucinare dal cuoco dell’ albergo che è un vero maestro in cucina.

 

Massimo Fantino 5/00