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L’Isola di Procida rappresenta – nonostante la
presenza costante di pescatori d’ogni genere in ogni periodo dell’anno
–, un posto ancora interessante per gli amanti della pesca subaquea.
Quest’itinerario prende
in esame il versante dell’isola che parte da Terra Murata fino a Punta
Solchiaro.
Arrivando in gommone da
Napoli appena fuori dal porto di Marina Grande s’incontra lo scoglio
dello Schiavone dove in un fondale di pochi metri d’acqua non è raro
– in giornate tranquille – incontrare qualche grossa orata e gli
immancabili saraghi. Spostandoci verso la Punta dei Monaci conviene
tentare (soprattutto in inverno) qualche tuffo lungo la parete di tufo che
termina a mare con una franatina dove è possibile incontrare tra gli
spacchi che si formano tra gli scogli qualche grosso sarago e nella
stagione giusta l’incontro con la spigola anche di taglia è quasi
matematico.
Subito dopo s’incontra
l’ampia baia della Chiaia da evitare nel periodo estivo per l’enorme
concentrazione di barche d’ogni tipo e dimensione che vi stazionano.
Piuttosto è interessante dare un’occhiata al caratteristico borgo
marinaro della Corricella vero gioiello dai mille colori dove si respira
un’atmosfera d’altri tempi.
Proseguendo nel nostro
itinerario arriviamo a punta di Pizzaco caratterizzata da una parete che
precipita nell’abisso formando delle piccole sporgenze nella roccia; la
zona è abitata da grossi saraghi pizzuti molto smaliziati che bisogna
insidiare in caduta o facendo degli aspetti al riparo dei terrazzamenti
formati dalla roccia lungo la parete.
Doppiata punta Pizzaco
siamo di fronte alla bella baia del Carbogno caratterizzata da alte pareti
di tufo e dai fondali che sprofondano rapidamente; al centro della baia
(posizionando l’ago della bussola verso il nord) è facile individuare
una rientranza nella parete di tufo in corrispondenza della quale
incontriamo una bella franata che da circa 8m degrada verso i 20m. Questa
zona è ricca di pesce bianco e certamente le soddisfazioni non
mancheranno.
Il versante ovest della
baia si chiude con punta Solchiaro dai fondali che degradano rapidamente
verso una franata sui 20m
dove i pescatori più esperti potranno misurare la loro abilità con
dentici, ricciole di passo e qualche grossa cernia che vive al limite
della franata; attenzione però perché la zona è crocevia degli
innumerevoli natanti che incrociano in quelle acque, è opportuno quindi
farsi seguire dalla barca appoggio sempre molto da vicino in modo da
segnalare la vostra presenza.
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