Partendo dall'abitato di Taranto, chi possiede il gommone, può dirigersi alle isole Cheradi. La più piccola, isola di S. Paolo, è base militare
percui è vietato pescarci, spostandosi dall'interno è degna di nota la barriera frangiflutti che collega le due isole. Qui la profondità è di
pochi metri, la visibilità spesso è scarsa e pescando all'aspetto non è raro far avvicinare cefali, spigole e pesci serra puntando il fucile
verso la barriera e saraghi, mormore e ricciole (anche di medie dimensioni) puntando verso l'esterno. Dal lato esterno della barriera, verso
l'isola di S. Pietro, il fondale si fà ricco di tane dove pascolano branchi di cefali.
Circumnavigando l'isola di S. Pietro si giunge ad un'altra barriera, poco interessante per i pescatori subacquei, che collega l'isola allo
stabilimento "Belleli". Continuando il periplo dell'isola incontriamo punta La Forca con un bassofondo poco interessante ma, con una
zona di grotto alla profondità di 20 metri, dove si incontrano saraghi, corvine e qualche grossa mormora. A circa un miglio dalla costa
dell'isola sono posti degli ondimetri con base alla profondità di 25 metri. Facendo l'aspetto a mezz'acqua vengono a tiro, tra una nuvola di
minutaglia, grosse ricciole e lecce.
Lasciando la città, seguendo il litorale, a circa 5 km si arriva a capo S.Vito. La zona del faro è inaccessibile da terra perchè zona militare,
ma, nella zona di mare antistante è permesso pescare, con un bassofondo molto movimentato dalla presenza degli onnipresenti cefali e da
spigole. Poco distante da qui alla profondità di 15 metri, vi è una statua rappresentante un Cristo meta di immersioni con autorespiratore.
Interessante è la barriere frangiflutti che funge da collegamento con l'isola....ma si interrompe per mezzo miglio, qui il fondale è
bassissimo, ma ricco di saraghi, orate, cefali, spigole, mormore salpe. e un pò più al largo verso la punta anche ricciole grosse...
Continuando verso la litoranea ionica, si giunge a Lama, la zona è caratterizzata da un bassofondo roccioso movimentato dove ho
avvistato a giugno barracuda, dentici, saraghi maggiori e anche cefali di dimensioni molto grosse... Tra i pescatori che battono molto
questa zona si vocifera che ci sia una secca quasi un miglio al largo dove una volta sono stato portato col gommone il fondale oscilla dai
18 ai 6 dove girano sempre saraghi e cefali, ma molto presenti anche corvine nei pochi spacchi abitati e grossi barracuda e altri pelagici a
mezzacqua fermi in corrente che a volte rende impossibile la discesa...
Poi continuando in direzione sud ovest si giunge al cosiddetto cancello rosso, punta
saint-bon, e tramontone.
Scendendo dal cancello rosso è comoda la discesa in acqua da uno scivolo di cemento, quando l'acqua è fredda il bassofondo che si
estende anche per molte centinaia di metri al largo è vuoto ma con la corrente e acqua calda il tutto si trasforma in una zona piena di
minutaglia che fà da cornice a murene di dimensioni super, piccoli dotti e corvine in tana, e cefali , saraghi spigole e lecce all'aspetto, ma
a volte questi vengono interrotti da branchi sterminati di denticiotti da due etti che volteggiano davanti al fucile senza che nessun
esemplare più grosso si faccia vedere, questi mischiati alle mormore anche grosse.
La punta è molto piatta e bassa e piena si posidonia, ma funge da tramite per giungere a
tramontone, dove c'è un piccolo scivolo in cemento per i gommoni di piccole dimensioni, il bassofondo è povero mentre sulla batimetrica dei 10/12 ci sono interessanti tane dove si
nascondono molte corvine smaliziate, e girano attorno saraghi, e dentici di piccole dimensioni, a volte sono state avvistate ricciole grosse,
e una volta vista una tartaruga, un pesce san pietro, e un delfino spiaggiato.
Proseguendo in direzione sud-ovest seguendo la litoranea salentina si attraversa punta mon-reve che è stata meta di pescatori del passato
e di numerose competizioni, ora è molto inquinato e privo di opportunità di pesca... proseguendo si attraversano delle località che non ho
mai visitato fino a giungere a marina di Pulsano dove superate due belle spiaggie si giunge al ristorante Girasole difronte al quale si
estende un basso fondo ricco di pesce molto smaliziato, il pesce bianco la fa da padrone: cefali, mormore, spigole, qualche orata e saraghi
prendibili al'aspetto o all'agguato in poco fondo, purtroppo ora vi è una rete abbandonato che spinge lontano il pesce, poi al largo c'è un
relitto mai visitato non conoscendone le mire esatte.
Tutta questa situazione continua fino a punta lo scoglio, dove si ha il passaggio di ricciole e lecce mai molto grosse, poi si prosegue fino
ad arrivare a torre Castelluccia dove si trova un fondale un pò più alto con la presenza dei soliti pesci.
Oltre questa punta non so fornire altre indicazioni.
Christian Mottola, 02/2000 |