ITINERARI di Pesca

TARQUINIA
Alessandro Martorana, 10/2000
 

 

Descrizione

La zona di Tarquinia e' un'ottimo posto per praticate la pesca sub a patto di trovare l'acqua sufficientemente pulita.Infatti essa e' racchiusa tra le foci di diversi fiumi (a sud il Mignone ed a nord il Fiora ed il Marta) che, oltre all'influsso malefico (su tutta la costa laziale) del Tevere intorbidiscono ,a seconda dei venti, i fondali di Tarquinia che presentano al largo diverse sacche di fango e limo accumulato nel corso dei millenni.

Iniziamo proprio dalla foce del Mignone (andando verso nord) che si trova subito dopo l'abitato di S.Agostino al centro di un golfo sabbioso.Tralascio la secca del Mignone che andrebbe idealmente racchiusa in un itinerario di Civitavecchia/S.Agostino.La prima punta che incontriamo e' Punta delle Quaglie ed e' contraddistinta a terra da una serie di piccoli golfetti racchiusi da pennelli di frangiflutti.Qui fuori,a partire da circa 100 mt dalla riva ,inizia un bel fondale costituito da grotto basso e ,in alcuni punti,molto fessurato per arrivare piu' al largo (intervallato da canali di sabbia e alga) con bei panettoni in cui si spostano (le tane stanziali sono pochissime) branchi di corvine molto belli che ,se la giornata e' ok, offrono spettacoli stupendi.Tutta questa zona prosegue fino a Porto Clementino (passando di fronte al palazzo delle saline) da dove incomincia la spiaggia di Tarquinia lido.Subito dopo il rudere del porto romano incomincia una zona piu' bassa e fangosa che pero' (oltre ad essere una discarica romana di cocci d'anfora) e' intervallata da isole di grotto in cui ,se il pesce e' entrato,e l'acqua consente una visione dalla superficie,e' divertente spostarsi a pinne cercando le isole nella sabbia .La cosa bella di questa pesca e' che non si spaventano i pesci delle altre formazioni coralligene se uno scende sul singolo panettone.In certi punti poi (proprio di fronte al caseggiato di Tarquinia lido) compaiono dei lastronati di granito frammisto a grotto bianchissimo che ,presentando ingressi angustissimi per poi allargarsi all'interno in camere con sul fondo sabbia e ghiaia,consentono l' incontro con orate e spigole intanate.Alla fine dello spiaggione di Tarquinia comincia la zone di Pian de Spilli che e' contraddistinta da un grosso poligono militare a terra che protegge il litorale dalla cementificazione selvaggia e dalla pesca e navigazione (fuorche' i fine settimana).Questa e' la zona piu' bella perche' allarga tantissimo verso il mare aperto e consente piu' ricambio di pesce.Qui fuori puoi incontrare di tutto ,anche cernie scampate alle catture di Antonini e compagni che pescano in queste zone per gran parte delle loro uscite.Non far caso ai numerosi proiettili di mortaio che giacciono sul fondo (lanciati dal poligono) perche' si tratta di cariche inerti.Piu' avanti comincia la zona delle Morelle ma gia' siamo fuori dall'itinerario di Tarquinia per arrivare a quello di Montalto.Il gommone puo' essere alato dal rimessaggio che si trova alla fine di Tarquinia lido (sempre verso nord),dove finisce la litoranea asfaltata oppure alla Frasca (tra la centrale di Civitavecchia e S.Agostino).

Naturalmente il mio itinerario,per forza di cose, e' molto generico e frutto di esperienze personali che possono essere interpretate diversamente da chiunque altro.

I venti migliori sono il ponente costante ed il libeccio (solo quando incomincia a soffiare porta acqua pulitissima e tantissimo pesce per poi sporcare irrimediabilmente).

Alessandro Martorana