|
La zona di Tarquinia e'
un'ottimo posto per praticate la pesca sub a patto di trovare
l'acqua sufficientemente pulita.Infatti essa e' racchiusa tra le
foci di diversi fiumi (a sud il Mignone ed a nord il Fiora ed il
Marta) che, oltre all'influsso malefico (su tutta la costa laziale)
del Tevere intorbidiscono ,a seconda dei venti, i fondali di
Tarquinia che presentano al largo diverse sacche di fango e limo
accumulato nel corso dei millenni.
Iniziamo proprio
dalla foce del Mignone (andando verso nord) che si trova subito dopo
l'abitato di S.Agostino al centro di un golfo sabbioso.Tralascio la
secca del Mignone che andrebbe idealmente racchiusa in un itinerario
di Civitavecchia/S.Agostino.La prima punta che incontriamo e' Punta
delle Quaglie ed e' contraddistinta a terra da una serie di piccoli
golfetti racchiusi da pennelli di frangiflutti.Qui fuori,a partire
da circa 100 mt dalla riva ,inizia un bel fondale costituito da
grotto basso e ,in alcuni punti,molto fessurato per arrivare piu' al
largo (intervallato da canali di sabbia e alga) con bei panettoni in
cui si spostano (le tane stanziali sono pochissime) branchi di
corvine molto belli che ,se la giornata e' ok, offrono spettacoli
stupendi.Tutta questa zona prosegue fino a Porto Clementino
(passando di fronte al palazzo delle saline) da dove incomincia la
spiaggia di Tarquinia lido.Subito dopo il rudere del porto romano
incomincia una zona piu' bassa e fangosa che pero' (oltre ad essere
una discarica romana di cocci d'anfora) e' intervallata da isole di
grotto in cui ,se il pesce e' entrato,e l'acqua consente una visione
dalla superficie,e' divertente spostarsi a pinne cercando le isole
nella sabbia .La cosa bella di questa pesca e' che non si spaventano
i pesci delle altre formazioni coralligene se uno scende sul singolo
panettone.In certi punti poi (proprio di fronte al caseggiato di
Tarquinia lido) compaiono dei lastronati di granito frammisto a
grotto bianchissimo che ,presentando ingressi angustissimi per poi
allargarsi all'interno in camere con sul fondo sabbia e
ghiaia,consentono l' incontro con orate e spigole intanate.Alla fine
dello spiaggione di Tarquinia comincia la zone di Pian de Spilli che
e' contraddistinta da un grosso poligono militare a terra che
protegge il litorale dalla cementificazione selvaggia e dalla pesca
e navigazione (fuorche' i fine settimana).Questa e' la zona piu'
bella perche' allarga tantissimo verso il mare aperto e consente
piu' ricambio di pesce.Qui fuori puoi incontrare di tutto ,anche
cernie scampate alle catture di Antonini e compagni che pescano in
queste zone per gran parte delle loro uscite.Non far caso ai
numerosi proiettili di mortaio che giacciono sul fondo (lanciati dal
poligono) perche' si tratta di cariche inerti.Piu' avanti comincia
la zona delle Morelle ma gia' siamo fuori dall'itinerario di
Tarquinia per arrivare a quello di Montalto.Il gommone puo' essere
alato dal rimessaggio che si trova alla fine di Tarquinia lido
(sempre verso nord),dove finisce la litoranea asfaltata oppure alla
Frasca (tra la centrale di Civitavecchia e S.Agostino).
Naturalmente il mio
itinerario,per forza di cose, e' molto generico e frutto di
esperienze personali che possono essere interpretate diversamente da
chiunque altro.
I venti migliori
sono il ponente costante ed il libeccio (solo quando incomincia a
soffiare porta acqua pulitissima e tantissimo pesce per poi sporcare
irrimediabilmente).
Alessandro
Martorana |