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Muppettate standard
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Massimo Profeti. E la barca va ….. giù
Massimo Profeti. Un vero Muppet non si smentisce mai...
Peppe di Mauro. U fucile nun se appende carico sotto u pallone!
Guido Loleo. L’incubo del camperista, ma non dei pesci
Provocazione di Piero Carrera
CERTO CHE GLI AMICI...
Alessandro Rossi Lemeni. Voglio Miss Piggy!!!
Stefano Cigada. Grazie mulinello .. il nord est è nord est!!
Paolo Cappelletti. Occhio al …. pallone
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Filippo Avidano: una colazione … pericolosa
Bruno Sed: dopo tanti tentativi alla fine ce l’ha fatta
Francesco Bracciani: un classico di sfiga
Schienadritta Agostini e Guidone Motoristicus
Giodicos. Passeggiata romantica
PesceBau. Mare monello
Domenico Di Martino. Cappotto …. OOps Pescata Standard
Fabrizio Sisti. Un tiro …. Impossibile
Francesco Casini: Quando le cose cominciano male...poi finisco anche peggio!!
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Fabrizio Sisti: un buon inizio anno
Salvatore Grimaldi: altro che muppet
Alessandro Noro: attento a dove metti i piedi
Gherardo Zei. Un’arma micidiale …
Massimo Fantino: sotto il segno del Supremo
Gianni Parcher: Dove ho messo le chiavi??
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Massimo Profeti - E la barca va ….. giù
Vorrei raccontare un episodio che mi ha visto protagonista qualche anno fa. Spero che sia sufficiente per farmi guadagnare l'ingresso nel Muppet Team.
Era una delle solite mattine in cui io non carburo prima delle 11, ma il mio amico Fabrizio aveva insistito per vederci alle 8 al rimessaggio a Ladispoli, dove lui teneva la sua barca, con la quale saremmo usciti. Per chi non lo sa: Ladispoli non ha porti o barriere frangiflutti, per cui le barche e i gommoni vengono conservati nell'immediato entroterra. Ingressi e uscite a mare vengono effettuate con gru o trattori.
La barca era adagiata sui tipici supporti di legno. Per sbrigare le procedure di partenza, aiuto Fabrizio a fare alcune cose che di solito faceva lui, come, ad esempio, mettere i tappi alla barca (sempre con un occhio aperto e uno chiuso per il sonno).
In breve tempo siamo pronti e prendiamo il largo. Fabrizio, adrenalinico come sempre, è in acqua dopo 2 minuti, mentre io me la prendo comoda. Alla fine mi butto anch'io, ma ho i riflessi ancora appannati e dopo 10 minuti non ho ancora visto una coda. L'acqua era molto torbida e decido che siamo nel posto sbagliato. Lo dico a Fabrizio che mi risponde: "Ma che stai a dì? Ho già visto un sacco di padelloni (grossi saraghi)!"
Io (fortunatamente) insisto e comincio a nuotare verso la barca, con la quale ho intenzione di tornare a prenderlo dopo pochi minuti. Quando sto per salire a bordo, noto qualcosa di strano: la normale linea di galleggiamento era parecchio più alta sul bordo della barca. Mi affaccio e ... Terrore! mi accorgo che ci sono 20 cm d'acqua sul fondo della barca. Salgo al volo e con un secchio comincio a vuotarla, mentre urlando chiamo Fabrizio per farmi aiutare.
Nel giro di pochi minuti il pericolo di affondamento è scongiurato, ma rimane il problema di capire la causa del quasi disastro. Dopo una breve ispezione ai lati della barca, Fabrizio emette l'inappellabile sentenza: avevo sbagliato buco in cui mettere i tappi. Invece di chiudere quello sotto la linea di galleggiamento, avevo chiuso quello di scolo della vaschetta dietro il motore. La giuria ha avuto pietà di me e non mi ha dato il massimo della pena (spingere a nuoto la barca fino a terra) perché un certo "non so che" mi aveva spinto a ritornare alla barca e a salvarla. Però... vengo tuttora preso in giro per l'episodio!
Allora, sono degno del Muppet Team?
Massimo Profeti - Un vero Muppet non si smentisce mai...
Ieri ho preso un giorno di ferie per fare un tuffo. Ho la barca sempre pronta a S. Marinella, per cui le operazioni preparatorie sono praticamente inesistenti. Basta andare a dormire dai miei suoceri (che abitano lì), alzarsi, andare al porto, salire in barca e partire. E' difficile fare muppettate in queste condizioni, ma quando c'è la classe...
Alle 10:30 si è presentato puntuale Fabrizio, il mio abituale compagno di pesca, col quale ci siamo diretti verso il porto. Giunti sul posto, ho acceso subito il motore, che è partito al primo colpo, tranquillo. Finite le operazioni di carico, sempre a motore acceso ("facciamolo scaldare per bene!" porc..!), abbiamo deciso di metterci SUBITO le mute, perché al largo tirava già un bel maestralino fresco, che si preannunciava sgradevole senza la muta addosso.
Chi conosce il porto di S.Marinella sa che è molto riparato dal maestrale, per cui può accadere che a volte il sole "te coce la capoccia" anche d’inverno, quando non tira un filo d'aria. Con la muta addosso diventa quindi urgente uscire dal porto prima possibile se non si vuole morire di caldo, anche a marzo.
Dunque, infilate le mute, molliamo immediatamente gli ormeggi per dirigerci verso il benzinaio che sta sul lato opposto del porto. Tappa d'obbligo perché sapevo di essere QUASI a secco. A questo punto è scattata la muppettata.
Mollati gli ormeggi e fatti 3 metri a retromarcia, il motore si è spento. Supponendo che ci fosse ormai poca benzina nel serbatoio, ho suggerito a Fabrizio di dare una pompatina. Lui obbediva, ma la pompetta rimaneva stranamente floscia. Allora, ho aperto il vano del serbatoio e ho controllato visivamente la quantità di benzina. Era praticamente nulla e per di più tutta ammucchiata sul lato opposto a quello del tubetto che la aspira, a causa di una leggera inclinazione del serbatoio (e non si può inclinare dall'altra parte).
Allora ho preso una veloce decisione: “Da qui al benzinaio ci sono solo 200 metri. Possiamo arrivarci tranquillamente a remi!” Con la testa e il corpo infilati nella cabina/gavone (ho una pilotina), ho cominciato a cercare ansiosamente un remo (immaginatevi che stavamo già sudando come maiali per il caldo e la tensione, con la barca alla deriva in mezzo al porto).
Rovinando la “quasi” ordinata disposizione di borse e vestiti nel gavone, trovo alla fine il remo, posizionato lungo la parete di sinistra della barca. Vado per estrarlo, ma... ma... ekkekazz... non c'è spazio sufficiente! Ma come è possibile? Se è entrato, deve anche uscire!! Per capirci: il remo è stato NECESSARIAMENTE infilato dalla porta della cabina, poi spostato a sinistra e infine fatto scivolare indietro lungo la fiancata sinistra. E’ l’unico sistema, almeno all’apparenza. Ma come è entrato deve anche uscire per la stessa strada! Invece, facendo avanzare la punta verso la prua, la coda non riesce a scavallare lo stipite della porta e non c’è verso di farlo uscire!
Insomma, in una situazione di semi-emergenza mi sono trovato coinvolto in un assurdo della fisica! Mondo Muppet!!
In più, il sudore ha cominciato a colarmi dalla testa sulla fronte e, ovviamente, sugli occhi, portandosi dietro l'acqua saponata. Quindi ho cominciato anche a lacrimare terribilmente, ma non potevo permettermi di chiudere gli occhi!!!Ma perché non sono rimasto a letto??
Alla fine, lampo di genio: ci siamo inventati di concentrare tutto il peso possibile verso la zona della barca che, inclinandosi, avrebbe fatto inclinare anche il serbatoio, per consentire il pescaggio degli ultimi residui di benzina. L'operazione ha miracolosamente funzionato e siamo riusciti a raggiungere il benzinaio, a velocità ridottissima e a marcia indietro perché non avevo il coraggio di fare manovra, temendo che la benzina finisse da un momento all'altro. Tutta la scena si è svolta sotto lo sguardo perplesso del benzinaio, che da lontano seguiva tutte le nostre concitate operazioni senza capire cosa cavolo stessimo combinando.
Il tutto non è durato più di 5 minuti, ma sono stati mooolto Muppet, non c'è che dire!
Vabbè, fatta benzina si esce e si va in zona di pesca. Ma il racconto non ha spunti interessanti perché siamo stati in acqua solo un paio d'ore, faceva un freddo boia (11,8°) e non si è visto un pesce. Fabrizio ha preso un gronghetto microscopico e io niente. Anzi, una cosa l'ho presa: una medusa. In fronte. Tanto per chiudere in bellezza la giornata.
Meno male che c'era un bel sole...
Peppe di Mauro - 'U fucile nun se appende carico sotto 'u pallone!
Ebbene sì, mi mancava onestamente l'episodio adatto, ma stavolta entro di diritto al primo posto della Top Muppet e mi attribuisco anche un bel "Supermuppet" ... Sono appena rientrato dalla mia amata Siracusa, casa adottiva ormai per me. il 26/4 sono andato a mare con il mio amico Michele Musella (anche lui con parentele sicule) per una calata di sole non senza aver prima incontrato il nostro Arnaldo che si trovava in zona. Per voi siculi "permanenti" siamo scesi al "Minareto" sulla punta a seguire verso sinistra, io e Michele ci siamo staccati e siamo subito andati al largo sui 15/17 metri: stavamo entrambi benissimo, incredibili le nuove pale C4 che ho sverginato alla grande. All'inizio (mie prime carbonio) non mi parevano granché diverse dalle mie validissime Picasso black team nere, ma poi ho capito che bisognava cambiare pinneggiata, il meglio lo danno in risalita, in pratica falcata strettissima (quasi di caviglia) e si schizza subito su, e poi alla fine delle 4 ore le gambe non erano per niente affaticate. L'acqua dapprima limpidissima si è intorbidita alquanto non appena è iniziata una bella corrente, ai primi aspetti mi vengono dei discreti saraghi tutti sul mezzo kg, ma lontani. In mano però ho il mio fidatissimo Tahiti 100 - memore del fatto che Fabrizio mi dice sempre "tu prova a sparare lungo e vedi..." sparo il primo sarago a sicuramente + di 4 metri ... preso esattamente dove ho mirato, la frustata ovattata e rassicurante (nonostante le molle vecchie) non lascia scampo. Ne prendo un altro uguale dopo una mezzora alla stessa distanza...non c'è storia, il cannone spara lungo e preciso, tira la doppia mandata e strappa anche un pò di mulinello....e dopo anche qualcos'altro. Continuo perdendo una buona mezz'ora con una bella cerniotta (3/4 kg) che abita nella replica del labirinto di dedalo - niente da fare, mi ha sfottuto in tutti i modi e poi curvo a sinistra per riprendere Michele che comincia a scendere + a terra.
Dopo ancora diversi aspetti Michele mi chiede il 75 per doppiare "nu bell saragone" lo guardo, si incunea in tana e .. esagerato ... un saragone nerissimo con i denti gialli enormi .... non abbiamo pesato ma ad occhio di poco sotto i 2 kg .... non avevo mai visto una roba simile, sembrava un dentice. Allora mi sposto anch'io in zona, tutti massoni belli alti e ... cavi ... vedo una piccola corvina che si imbuca ... la corvina si sa, fa tana, mi affaccio e vedo 3 testoni enormi a far da guardia all'asilo nido dei saraghi, spettacolo d'altri tempi .... e qui succede l'incidente che mi ha rovinato la settimana di pesca alla prima uscita .... la corrente è forte, pedagno la tana ma il peso saltella, corro al pallone a posare il Totem e prendere il 75 ... ho solo un moschettone dove ci sono lampada e 75, non so come, se ho toccato il grilletto o è stata la lampada, lo sgancio del fucile, la concitazione e sicuramente la mia stronzaggine ... parte il colpo del totem ancora carico che mi rincula a bruciapelo sulla maschera. Non sento niente e realizzo meno, poi profondo rosso nella maschera, il cannone ha sparato e il calcio scivolando sul vetro della maschera (meno male che non si è rotto) ha preso la cornice della lente e mi ha spaccato il sopracciglio, MERDA - Michele viene e dice "Peppi' ca ci vogliono i punti .... saglimme e turnamme a casa" .... Io invece dico a Michele che non ci sono problemi rimetto a posto, sciacquo la ferita che con l'acqua fredda smette subito di sanguinare, prendo il 75 e vado a beccare 2 bei saragoni in tana di almeno 1 kg all'uno e porto a casa pescando ancora un'oretta fino al tramonto. Al rientro abbiamo abbastanza pesce per fare una mega grigliata, Michele tra una cosa è un'altra spara altri 3 saragoni tutti sul chilo .... è fortissimo! Ma a casa la ferita riprende a sanguinare, vado al pronto soccorso di Siracusa per farmi mettere una farfallina così non comprometto la vacanza e invece il Doctor mi schiaffa ben 4 punti e niente mare per 8 giorni! Vi risparmio tutte le mie considerazioni e gli sfottò anche troppo ovvi - Michele ha continuato a pescare fino a ieri e non vi dico che cosa non ha preso nella splendida Siracusa, io invece ho imparato a memoria tutte le vetrine di Ortigia, ho portato i cannoli a nonne e zie di Cristina, ho fatto un sacco di bagnetti come le vecchiette con i bigodini (senza mettere a capa sotto) e mi sono letto 2 libri (etc etc) Morale della favola, U FUCILE NUN SE APPENDE CARICO SOTTO U PALLONE! L'incidente è sempre dietro l'angolo e non bisogna mai farsi Maestri.... (e io che sfottevo Eros con il suo rinculo) Finale: Mi faccio regalare un bel cornetto subacqueo (perché sono sicuro che qualcuno gli occhi secchi me li ha buttati...) e la prossima volta che parto non dico niente se non al ritorno.
Guido Loleo - L’incubo del camperista, ma non dei pesci
Provocazione di Piero Carrera
Mi è arrivata or ora la telefonata del nostro segretario nonché socio fondatore Guidone. Era furibondo e come sempre ribadisce la sua appartenenza al Muppet Team. Ha, si preso un sarago da mezzo kg (e per un Muppet è una grande cosa che basterebbe da sola a considerare la giornata positiva), ma COME SEMPRE, si è trovato una spigola ad un metro della punta del fucile e l'ha padellata!!!! Non stava nella pelle. Io continuo a dirlo: cambia quella sottospecie di fucile (dovresti fare qualche cosa anche per il cervello, ma credo che li ci siano più problemi ed il trapianto ancora non lo fanno: forse basterebbe l'impianto di qualche cellula "sana"). L'arma che porti in pugno ormai è segnata: è abituata o a non sparare o a prendere padelle per cui difficilmente ti vuole deludere. Mentre era in macchina con Guido (l'altro compagno di pesca che ha preso due seppie, 1 polpo aragosta e uno granceola) ho sentito che guidone stava tentando di infilare nel suo portafoglio 10.000 lire di Guido. Credo che stia mettendo da parte i soldi (si sa è ligure) per comprarsi un'arma seria e che non sia segnata come quella che usa. Forse per il 2010 ce la fa!!!
Piero Carrera (molto bastardo) Muppet Team
Segue risposta del Supremo
CERTO CHE GLI AMICI...
Rispondo con ritardo alle insinuazioni del Pier poiché il pc è andato in conflitto (norton utilities di merda) e non partiva.
Non poteva essere altrimenti, venerdì mi ero beccato un "buona p..." da un cliente che pensava pure di essere ben augurale, il ciel lo disperda ...
I primi effluvi della sfiga si dimostrano da subito, quando la decisione di andare a pesca si scontra in piena notte con gli umori muliebri e ... siamo caporali, lo so ...
Tutto sabato a rimirar le onde che non si alzassero, e quindi la decisione di procedere verso ponente, con l'amico Guido(ino) che nella sera si aggrega. Come al solito indosso la muta fin da casa, è comodo e appena arrivi sul luogo di pesca entri in mare.
La cosa, in assenza del Pier, va diretta nelle terga di un valente pescasub torinese con camper che si è svegliato e scende dal mezzo già pronto insieme a noi che abbiamo appena posteggiato ..... interdetto saluta ....... penso che ci odii, soprattutto il sottoscritto, già vestito per la bisogna. Non ha fatto i conti (non mi conosce, lui fortunato) con Guidone che si produce in una rapida evoluzione e tira fuori dal borsone il pallone già gonfio!!!!!!!!!!!!! Non c'è storia ed il tapino, vinto ed affranto, decide di partire da metà massicciata ...... non lo vedremo più.
Con Guido(ino) non ci sono storie di chi fa da primo, lui destra io a sinistra, lui fondo io ... no. Il mare non è quello incontrato da quel rot...ulo del Pier, torbido e con un pò (poca) di onda. Sbaglio quasi subito un bel sarago grazie, appunto, all'onda che mi sposta, poi vedo un discreto barracuda che prosegue come se nulla fosse (rideva, ne sono certo), finché impallino un saragozzo discreto (500 gr).
Bene, se conoscete un maschera che sopporta la barba di due - tre giorni senza fare acqua ditemelo, la mia seac extreme se non sei rasato di giornata è un piccolo incubo, ma se per un bastardissimo erpes labiale ti porti una barba di quattro giorni è letale. Passata tutta la mattinata a "sgottare" la maschera, sto tornando indietro quando vengo affiancato e superato da uno spigolozzo ...... di sparare di coda non se ne parla, lo seguo, mi immergo ....... va dietro uno scoglio e io dietro .. mi fermo, azz! se ne va, no, sono due .. non enorme ma almeno 8 etti lo è. Il tiro è un pò lungo, almeno 40 cm ... e ... lo padello!!!!!!! lui resta li, folgorato (dal ridere temo, non capita sempre di vedere guidone, ne vuol godere a lungo) e gironzola, ..... e io ricarico, gli scendo sopra e l'acqua ...... riempie la maschera ... è con gioia che tra i flutti che avvolgono le mie pupille vedo il branzinotto innervosirsi ed involarsi, senza che io spari .... la stessa gioia che caratterizza i miei inni al signore in questi casi.
Vabbè, solite storie ... resta da dire che guidino ha preso due seppie e, miracolosamente, ha trovato sulla spiaggia un'aragosta di buone dimensioni (e suppongo ottime carni) ed una bella grancevola .... o, almeno, mi ha raccontato così, che culo però!
A presto
Guidone
Circa le 10.000 le calunnie sono ormai all'ordine del giorno, eviterò risposte.
Alessandro Rossi Lemeni - Voglio Miss Piggy!!!
Una splendida giornata all'argentario, nuove pinne e fucili da provare....un compagno di pesca di provata affidabilità (il Corvo ), una splendida Sir-ena a bordo, con l'ultimo grido in tema di boat shoes..., che vuoi di più dalla vita.......
MISS PIGGY!!!!!
1. Il vento gira da maestrale a scirocco
2. in navigazione si stacca la pipetta di una candela....
3. tiro un sarago, lo strappo e piego la nuova asta da sei mm. a doppia aletta a 30° sulla punta
4. segue nuovo tiro su corvina fuori tana, con branco al seguito, teglia 7 8 etti a 15 m. circa, II nuova asta incastrata, corvina strappata, branco scomparso nei meandri dalla decina di immersioni necessarie a liberare l'asta.
5. meno male che il corvo ha preso un polpo.
6. nuovo ancoraggio all'argentarola e padella, con altro fucile semi nuovo, di un sarago e una spigola, altro pesce visto ma non giunto a tiro (poveretto, tanto era al sicuro).
7. il corvo prende un lucciolo riuscendo nell'impresa di sostituire l'asta alla carne contenuta sotto le squame, quando si dice la mira....
8. finalmente alla deriva nel mare piatto al largo di cala grande, vestito, prendo il pallone nel pozzetto di poppa e sento un "pluff", mi giro in tempo per vedere la gialla impugnatura del II fucile che scompare nel verdazzurro mare........
9. non pago cerco di consolarmi con degli squisiti biscotti alla crema di cioccolato, che cadono elegantemente nella guazza di mare, sapone e ... presente a bordo dopo che ci eravamo tolte le mute.
Rientro a bassa velocità per evitare ulteriori guai.
Ah dimenticavo, il giorno prima uno smanettone aveva causato un onda in porto che sbattendomi contro il pontile del distributore mi ha staccato una maniglia dal tubolare......
VOGLIO MISS PIGGYYYYYYYYYYYY
ma forse è meglio di no, potei fare cilecca o sbagliare mira, si sà, con le aste storte...;-))))
Ciao
ARL
Stefano Cigada - Grazie mulinello .. il nord est è nord est!!
Ultima pescata della stagione, si pesca fondo, sono circa le dodici ed il traghetto parte alle 21.30, il mio compagno accusa un intorpidimento al braccio. Non abbiamo pescato molto fondo (ormai siamo due panzoni quarantenni) ma il mio pard decide che, anche se sicuramente non si tratterà di tavarone (la forma fantozziana per pescatori d'agosto della sindrome da microemboia) è meglio essere prudenti. Resto attaccato al gommone che scarroccia a corrente aspettando il mio turno per salire a bordo e spogliarmi, mentre la mia prode seriolona (il miglior barcaiolo del mondo) lascia il timone e inizia già a preparare yogurt, pesche, cereali e miele per ritemprare le belve affamate che risalgono. Aspetta, aspetta, e per sbaglio metto la testa sotto l’acqua; e che ti vedo tra alghe e posidonia? Due massoni ciclopici, qualche massottiello sciué, sciué, (pur essendo milanese sono stato fortemente contaminato dalla scuola campana, la terminologia pertanto ne risente) con una bella radura di sabbia pulita. Planata di controllo ed ARGHHHHH!!!!! Cosa c’è sul fondo? Il grande cocomero? Il mostro di Loch Ness? No, la nonna di tutte le cernie dell’isola di Paxos! Inizio a pinneggiare controcorrente per mantenere la posizione, richiamo la barca e rimetto tutte le cose a posto (come disse Garibaldi scendendo da cavallo). Il mio pard, decide di rimanere in barca (e di attaccare anche la mia parte di yogurt). Faccio qualche tuffo per capire esattamente come funziona la corrente e cosa mi rendo conto di aver trovato, l’ultimo giorno, all’ultimo momento? Un sito vergine. Punto della situazione: negli ultimi 2 anni ho fatto 6 pescate l’anno scorso (di cui una in lago) e 13 (idiota come non pensare che i numeri hanno un significato?) quest’anno. Mai una vasca in piscina nei due inverni. Sono scoppiato, ho perso il trenta per cento della mia apnea e la mia quota operativa è salita sensibilmente, qui sono proprio al limite delle mie possibilità e per giunta da solo. Ma soprattutto, come dimenticare che non ho ancora invitato Guidone ed il presidente a pescare con il mio gommino con prode seriolona a bordo? Come dimenticare che una cernia è per un pescatore di pelagici come me un peccato mortale, un’eresia? Se Terry Maas venisse a conoscenza di questo mio pensiero impuro quanti mesi di vacanza in Val d’Aosta mi prescriverebbe tra marmotte e stelle alpine per espiare il peccato? Fatto sta che, sul momento, dimentico tutto, penso solo a quello che ho solo intravisto ovvero: un cernione stimato sui 25 chili, una seconda cerniotta di circa 5 chili, una marea di corvi modello king size fuori da uno spacco bellissimo dove entra una cerniotta dorata di circa 2,5 kg; saragosauri che forse neanche il nostro Saragone ha mai neanche osato pensare fosse possibile catturare, e due dotti modello algerino (ovvero sopra i 5 chili). Utilizzo tutte le tecniche di rilassamento del mondo per mantenere un ritmo cardiaco normale (600 battiti al minuto?), imparate nei vari corsi per corrispondenza o vinti nelle patatine, (della serie regressione al fiume delle scampagnate giovanili, ninna nanna cantata dalla mamma ecc). Al prossimo tuffo so che sarò sul capoccione del cernione, che assolutamente idiota sta a candela: un cernione che non ha mai visto un pescasub nel Mediterraneo: esistono ancora! La tana è fonda e decido di chiudere il mulinello: se il pesce si intana, io a 27 metri, da solo, non lo posso tirare fuori (devo tra l’altro smontare il gommone, preparare i bagagli e caricare la macchina) non ho abbastanza tempo per affittare un batiscafo e tornare sul posto. La tecnica decisa è tuffo, caduta sul pesce, super botta di Cyrano stramodificato nel capoccione, risalita a forza per i primi metri e poi rilascio progressivo del filo, impedendo comunque che il pescione si intani. Respirazione, rilassamento, discesa e via. Più scendo più mi accorgo dei pesci che ci sono in questa zona: i tuffi esplorativi erano parecchio a margine per disturbare poco. Sui 12 meri mi immobilizzo e utilizzo le pinne come alettoni per arrivare esattamente dove voglio io, ovvero sul capoccione. E infatti dopo un pò ci arrivo, prendo la mira, aspetto ancora un pò e poi premo il grilletto. BU -BU BUMM, il pesce, al terzo strattone fortissimo scompare sotto il sasso, con una bella asta nel capoccione, modello unicorno insomma. Risalgo incazzato nero. Cosa stracazzo è successo???? Cerco il filo per mantenere in trazione il pesce, istinto, inutile istinto perché so che a questa quota non sono fisicamente in grado (e non ho neanche la tecnica per stanare la bestia) e non trovo niente; strano. Quando guardo il fucile non trovo il mulinello e capisco tutto o quasi. In superficie vedo la filettatura che teneva il perno centrale del mulinello e capisco perché il nord est è il nord est.
Tutto ciò premesso, sottopongo formale richiesta di iscrizione al Muppet Team, sezione happy reel. Stefano Cigada
Ps: ho dato il punto gps ad un amico che è ancora lì. Attendo news.
Paolo Cappelletti - Occhio al …. pallone
Argentario estate 2000. Gruppo di amici a cui della pesca non frega niente, ma si mangiano il pesce che peschi senza neanche dirti bravo o grazie! Spostamenti da gita aziendale, con bambini, stuoini, ecc. e arrivo al mare all'una dopo aver percorso un sentiero da trial inerpicato sulla costa dalle parti di Purgatorio! Mi butto dando come orario di rientro le 18. Nonostante l'orario e le barche che sembra di essere a indianapolis, faccio una bella pescata. Sul carniere 2 cefali da chilo e mezzo, 3 saraghi sul chilo, un barracuda da chilo e mezzo e avvistamento di belle ricciole, ma irraggiungibili. Decido che può bastare e mi dedico alla ricerca di polipi per completare la cenetta che già pregusto con un bell'antipasto. Lascio la boa zavorrata, con carniere appeso, a una certa distanza dalla costa per indicare alle imbarcazioni di passare all'esterno, e comincio la ricerca nel bassofondo vicino alla costa allontanandomi dalla boa. Nell'arco di una mezz'oretta prendo con le mani 2 polipi e torno verso la boa. Guardo a sinistra, guardo a destra, guardo all'orizzonte. Niente. Della boa non c'è più traccia. Cerco e ricerco finché trovo il sagolino della boa reciso di netto, come se fosse stato tagliato da una forbice. Dato che un'elica l'avrebbe sbrindellato l'unica ipotesi è che qualche imbarcazione si sia avvicinata e, visto il carniere, abbiano deciso che quel pesce avrebbe deliziato il loro palato facendo bella mostra sulla loro tavola. Spariva così il frutto delle mie fatiche. Insomma un furto! Dopo bestemmie e imprechi inizio a dirigermi verso il resto del gruppo di amici che stazionava 2 o 3 punte più in là. Si alza una corrente micidiale che mette a dura prova il mio fisico già provato da 5 ore di immersioni e dalla demoralizzazione della conclusione. Arranco a fatica, la pala di una pinna esce dalla sede della scarpetta riducendo drasticamente la sua spinta e costringendomi a sforzare la gamba. Inevitabile crampo. Tendo la gamba nel tentativo di lenire il dolore fortissimo e ovviamente smetto di pinnare. Mi ritrovo in un attimo al punto di partenza trascinato dalla corrente, e anche molto più a largo di prima! Arranco verso la costa. Altri crampi. Insomma piano piano riesco a raggiungere il punto da dove mi sono buttato in acqua e dove sono certo di trovare gli amici pronti ad aiutarmi e a consolarmi.
Nessuno! Non c'era più nessuno! Esco dall'acqua e vedo che si sono portati via tutto, anche le mie scarpe!!!
Comincio ad urlare inferocito preparandomi ad affrontare quel sentiero impervio con l'ausilio dei soli calzari e con tutta l'attrezzatura in spalla, dato che mi avevano portato via pure il borsone. Quando sbuca dal sentiero uno del mio gruppo che mi dice: "perché sei uscito qui? noi siamo alla spiaggia oltre queste 2 punte!". Credo di averlo coperto di insulti. Mi ributto in acqua e raggiungo la spiaggia indicatami. Nessuno! Se ne erano appena andati perché si annoiavano! E, ovviamente, con le mie scarpe e il mio borsone!! La spiaggia era raggiungibile solo con una panda 4x4 del proprietario del terreno soprastante che aveva riadattato a parcheggio a pagamento (salatissimo), il quale, più che altro perché doveva chiudere il cancello e quindi voleva che non ci fosse più nessuno, è venuto a prendermi alla spiaggia con l'auto 4x4. Lungo il tragitto ho dovuto pure sorbettarmi (sic! - ndr) il tipo che mi prendeva per il culo per la fantozziana situazione!
Ometto per brevità narrativa le vesciche che mi sono venute sul dorso del piede...
Che dite? Sono iscritto al Muppet Team?
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