The Best Of Muppet Team

 

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Muppettate standard

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Massimo Profeti. E la barca va ….. giù
Massimo Profeti. Un vero Muppet non si smentisce mai...
Peppe di Mauro. U fucile nun se appende carico sotto u pallone!
Guido Loleo. L’incubo del camperista, ma non dei pesci
Provocazione di Piero Carrera
CERTO CHE GLI AMICI...
Alessandro Rossi Lemeni. Voglio Miss Piggy!!!
Stefano Cigada. Grazie mulinello .. il nord est è nord est!!
Paolo Cappelletti. Occhio al …. pallone

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Filippo Avidano: una colazione … pericolosa
Bruno Sed: dopo tanti tentativi alla fine ce l’ha fatta
Francesco Bracciani: un classico di sfiga
Schienadritta Agostini e Guidone Motoristicus
Giodicos. Passeggiata romantica
PesceBau. Mare monello
Domenico Di Martino. Cappotto …. OOps Pescata Standard
Fabrizio Sisti. Un tiro …. Impossibile
Francesco Casini: Quando le cose cominciano male...poi finisco anche peggio!!

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Fabrizio Sisti: un buon inizio anno
Salvatore Grimaldi: altro che muppet
Alessandro Noro: attento a dove metti i piedi
Gherardo Zei. Un’arma micidiale …
Massimo Fantino: sotto il segno del Supremo
Gianni Parcher: Dove ho messo le chiavi??

 

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Fabrizio Sisti: un buon inizio anno …

Buon 2005 a tutti, il mio di 2005 è iniziato nel “migliore” dei modi, vi racconto:
il 1° gennaio, dopo aver pranzato in campagna con suoceri, parenti e varie, ho proposto di andare a fare una passeggiata al mare, camuffando un sopralluogo per dare un’occhiata alle condizioni del mare in vista di una possibile uscita.
Arriviamo verso le 16:00 a Pian di Spille, vicino Tarquinia, per chi non conosce il posto, si tratta di un campo enorme, adibito periodicamente a poligono militare di tiro, su questo campo ci sono vari sentieri, formati dal passaggio di veicoli, dopo circa 300 metri si arriva alla spiaggia.
I sentieri erano spesso corredati da pozzanghere di buone dimensioni, ma io imperterrito, evitando i tratti più dissestati, sono arrivato con la macchina sulla spiaggia, passeggiatona con controllo delle condizioni del mare, che si presentava calmo e l’acqua, almeno a guardarla da riva sembrava non male.
Verso le 17:15 si riparte, saliamo in macchina che, dopo un centinaio di metri, si impantana, per due volte siamo riusciti a tirarla fuori poi, per evitare una pozza sul sentiero, provo sul campo e mi arrendo all'evidenza quando vedo la macchina col fango fino al paraurti anteriore, ho dovuto lasciare la macchina in mezzo al campo fino al giorno dopo.
Vi lascio immaginare come ci aveva "decorato" il fango nei tentativi di liberare la macchina, oltretutto abbiamo dovuto raggiungere a piedi la strada principale, e poi un bivio (l’unico riferimento conosciuto da chi doveva venire a prenderci) facendo 3,8 Km a piedi, col freddo, sporchi  di fango e bagnati fino all’osso, questo è stato il nostro "primo dell'anno".
Per la cronaca non sono riuscito a parlare con il soccorso stradale di Tarquinia, il cui numero mi è stato fornito dalla Polizia Stradale, perché semplicemente nessuno mi ha risposto al telefono, forse è stato meglio così, mi sono risparmiato 160 euro di chiamata.
Gentilissimi sono stati due ragazzi della pattuglia della Polizia Stradale che sono venuti sul posto, evidentemente la centrale li aveva mandati per controllare,  offrendoci il loro aiuto, ma al buio avrebbero rischiato di mettere la loro macchina a far compagnia alla mia.
Il 2 gennaio l'ho trascorso a tirar fuori la macchina dal fango ed a ripulirla, fuori e dentro, perché capirete, quando abbassi un pò il vetro per poter spingere la macchina dal lato, gli schizzi arrivano anche dentro.
Inutile dire che a pesca non sono andato...

 

 

Salvatore Grimaldi: altro che muppet

Domenica scorsa io, mio cugino Stefano ed un amico di tante pescate, Massimo, decidiamo di andarci a fare un'ultima battuta nella nuova AMP (inte' muort' è chillestramuort') (mortacci loro) di  S.M. di Castellabate (visto che ancora si può).
Alaggio del mio gommone allo scivolo di S.Marco,  mentre ci vestiamo a Massimo gli si scolla completamente il pantalone della sua NUOVA muta invernale da 7mm. Le prime bestemmie riempiono l'aria di questa stupenda (almeno meteorologicamente parlando) giornata invernale. Per fortuna avendo casa a pochi km mio padre, il nostro barcaiolo, decide di alleviare le sofferenze di Massimo andandogli a prendere il suo pantalone. Nel frattempo io e Stefano finiamo la vestizione ma all'improvviso notiamo che qualcosa nuota con la testa fuori dall'acqua verso di noi, e dopo poco sale sullo scivolo e con fare minaccioso cerca di aggredirci porc. putt.. è uno strano serpente di mare, mai visto, di colore tra il rosa e il beige e con una macchia gialla sotto la gola. Lo abbiamo esaminato dopo che gli ho schiattat' a' cap' (colpito leggermente il capo) con l'arbalete usato a mò di sciabola.
Alcuni pescatori del posto esclamano "in cinquantanni non ci era mai capitato di vedere niente di simile". Tornato il mi babbo, Massimo a sua volta si veste ma nota che il pantalone si scolla alla base della caviglia destra e pensare che in trent'anni di pesca non gli si era mai scollato un cazzo ...... che bella giornata!
Comunque partiamo .... ma dopo un centinaio di metri si spezza il cavo del volante, pazienza, a girare il motore a destra e sinistra ci pensano le mie braccia. Entriamo in acqua e dopo qualche minuto noto un bel sarago che in pochissima acqua si infila in un buchetto, il tiro non è difficile ma mentre lo estraggo dalla tana si strappa. Mi faccio passare la torcia e porcazozza noto che un murenone si è gia avvinghiato sul povero sarago .... che bella giornata! Non sparo alle murene ma le mando affancul'.
Mi sposto più al largo, ma dopo pochi minuti vedo mio padre sul gommone che si sbraccia e mi fa segno di avvicinarmi arrivato al battello ricevo l'ultima bella notizia della giornata, "si è rotta la pompa dell'acqua ed il motore si è surriscaldato" conseguenzialmente spingiamo il gommone "a pinne" per una mezzoretta fino alla prima spiaggia ....... che bella giornata!
Altro che Muppet Team......

 

 

Alessandro Noro: attento a dove metti i piedi

Ho avuto una disavventura degna di un mappet! posso dirlo.
Il tutto parte venerdì pomeriggio quando un "amico" mi convince a vincere la mia solita pigrizia e andare a mare anche da solo che tanto poi il sacrificio viene ripagato sempre dallo spettacolo....;)
Sabato mattina quindi decido di andare a mare, carico tutta l'attrezzatura e mi incammino, passati 40 km mi ricordo di aver dimenticato la cintura ..... che fare? va beh agguato dalla superficie ... molto in superficie ... la zona dove ho intenzione di andare dovrebbe permettermelo, è un pianoro di roccia semi affiorante parallelo alla costa che fa spigole ... speravo.
Arrivo al mare e noto una fastidiosa onda di scaduta abbastanza consistente ma il mare sembra limpido abbastanza per provare il mio nuovo 75. Parcheggio e mi vesto in una stradina, mi accorgo che come al solito non ho portato le ciabatte, di rovinare i calzari non mi andava e ho deciso di attraversare la strada e d arrivare al pontile, dove sarei dovuto partire, scalzo. Attraverso la strada e d entro sulla spiaggia, inizio a camminare guardando il mare ... come solo un "uomo di mare" sa fare cercando di capirci qualcosa su posti buoni da battere e bla bla bla ... Ad un certo punto un dolore lancinante mi parte dai piedi e mi fa bloccare e mettere seduto, stavo camminando su di un tappeto di ricci di mare e quando mi sono bloccato oramai ci ero con entrambe i piedi sopra. Seduto per terra guardo i piedi ed erano completamente neri, tolgo le spine che potevano togliersi con le unghie e rimango qualche minuto a riflettere su quanto posso essere fesso! Dopo qualche minuto decido di provare a camminare, ce la facevo e decido comunque di immergermi, (che stoico che sono!). Era successo che qualche bastardo aveva pescato una quantità industriale di ricci e sulla spiaggia li aveva aperti tutti e lasciati li vuoti, erano centinaia.
Entro in acqua e decido di battere il frangi flutti ma niente, in un'ora e mezza avvisto solo una bella murena a cui oramai ho deciso di non sparare più ed una spigolotta mignon che si è defilata a razzo. Ero positivo come un palloncino di elio e come scendevo per guardare in una tana dovevo aggrapparmi con gli artigli per non venir scaraventato via dall'onda che anche a 2 metri di profondità ti staccava dalla roccia. Poi il pallone si incastrava sempre, insomma che palle alla fine sono uscito e da dove sono entrato io stavano entrando 4 psub: chissà cos'hanno preso?
A casa mia sorella ha tolto una quindicina di spine e una è rimasta dentro, non si vede ma non riesco a camminare, come metto il piede per terra vedo le stelle e devo camminare zoppo, domani forse vado al pronto soccorso, con una lastra dovrebbero evidenziarla e toglierla.

 

 

Gherardo Zei. Un’arma micidiale …

Forse non sono stato il primo a raccontare le sue DISAVVENTURE di pesca su Pescasub, ma certamente sono stato quello che lo ha fatto con maggiore frequenza e intensità. Forse il motivo è da ricercarsi nel fatto che in effetti nel mio caso sono molte di più le disavventure che le catture mitiche e quindi ho scelto il "genere letterario" in cui ho più esperienza!!!!!
Comunque per questa mia domanda ufficiale di adesione vi propongo una disavventura che, se mi ricordo bene, è ancora inedita.
È breve ma sostanziosa.
Allora (un bel giorno) arrivai con il borsone in uno dei miei soliti posti. Lo appoggiai sulla scogliera, respirai a pieni polmoni l'aria di mare, pregustando la pescata che mi sarei fatto. Poi finalmente mi decisi ad aprire il predetto borsone per iniziare la vestizione.
MA ORRORE! Nella borsa non c'era il fucile. In un lampo mi ricordai di averlo appoggiato da un altra parte .... e per tornare a prenderlo avrei dovuto perdere almeno un'ora!!!!!!! La delusione era troppa. Quindi pur sapendo ormai benissimo che nella borsa non c'era nessun fucile continuai
meccanicamente e, un pò istericamente, a svuotarla come se aspettassi un miracolo. Alla fine dopo aver svuotato la borsa completamente la sollevai e, sempre più isterico e irritato, la rovesciai platealmente scuotendola. E A QUESTO PUNTO COSA VIDI? Dalla borsa per somma ironia cadde, rimbalzando sui sassi sottostanti, una piccola freccetta da tiro al bersaglio (in effetti in quel periodo la mia borsa sub stazionava spesso sotto uno di quei bersagli da freccette che avevo nello sgabuzzino). Si una di quelle freccette che si tirano a quei bersagli tondi dietro le porte dei PUB: UNA TERRIBILE ARMA SUBACQUEA PER I TIRI IN ACQUA LIBERA (diteci la vostra opinione Professore e Mr. Carbon!). Devo dire che, mentre come una statua di sale ero fermo in piedi a guardare la freccetta, mi sembrava di essere Charlie Brown. Ma adesso so che ero invece un perfetto membro del Muppet Team.
Spero che la mia domanda di adesione sia accolta.
Gherardo (Tirreno di Santamarinella impraticabile causa temporale)

 

 

Massimo Fantino: sotto il segno del Supremo

Oggi sveglia alle 5 e appuntamento con Marco. Si parte di corsa e via verso la prima secca. Io mi vado dalla parte più ripida, buona per il pesce di passo, Marco verso la parte più in piano, buona per i dentici. Dopo pochi tuffi (mentre io continuo a non vedere una fava, come per tutto il resto della mattinata) sento "esprimersi" il 110 del mio compagno che risale pittosto incazzato per aver padellato un'oratona vicina ai 3 kg, che fra l'altro aveva concesso un tiro comodo. Il pensiero corre subito all'anatema di Guidone, e in cuor nostro gli auguriamo un buona pesca perenne, valido per tutte le volte che l'idea di andare in mare lo sfiorerà. Ma non abbiamo ancora la benchè minima idea  di quello che ci succederà di lì a poco.
Cambiamo posta e nei pochi tuffi facciamo in tempo a vedere boniti e palamite che frustano a velocità inimmaginabile un immenso branco di lussini, ma fuori dalla portata dei nostri archibugi. Alla terza posta ecco il fattaccio. Mentre controlliamo le mire faccio per innestare la marcia avanti, ma il motore accelera senza che l' elica giri. Apro la calandra, pensando che si sia sganciato il cavo, ma è tutto ok, purtroppo il problema è interno e non posso risolverlo col gommone a bagno. Abbiamo solo la retromarcia, ma il mare è una tavola e decidiamo di buttare l'ancora e pescare un pò poi penseremo a come rientrare. Anche qui io non vedo una fava, mentre a Marco arriva un bel branco di dentici sui 3 kg. Ne ha in mira uno comodo comodo, ma pensa bene di voler prendere quello che si e no sarà stato 50 grammi di più, e sposta il fucile coi pesci già vicini, provocando la fuga del branco. Decide allora di sfogare le sue frustrazioni su un branco di cefaloni che transitano in zona, ma rimedia un'altra clamorosa padella. Ci ritroviamo in gommone sull'incazzato andante ed iniziamo a rientrare in retromarcia. Ci vorranno due ore a quella velocità. Senonchè , improvvisamente, fa la sua comparsa un alito di scirocchetto bastardo, anzi bastardissimo, perché aumenta ed in pochi minuti iniziano le prime creste bianche. Andare in retromarcia col mare un pò mosso che picchia contro lo specchio di poppa (basso) del mio Lomac ci fa imbarcare acqua, ma per un pò la tengo a bada con la sentina, che però improvvisamente, mi pianta in asso per poi riprendere a funzionare quando non ne avrò più bisogno. Nel frattempo due ondone ci riempiono il gommone d'acqua. Nessun problema, perché naviga e galleggia abbondantemente anche con l'acqua a filo dei tubolari, ma adesso il nostro problema principale è contenere i vari guanti, ciabatte e altri oggetti vari che hanno preso a galleggiare per il gommone, compreso un polpone raccattato per la disperazione. Ci armiamo di sassola e cominciamo a svuotare, ma il mare aumenta ancora e in retromarcia è impossibile proseguire. Nei paraggi c'è un nostro amico col gommone, e quando passerà proveremo a chiedere un passaggio. Decidiamo di mettere la prua al mare e buttare l'ancora, che premetto, uso da vari anni senza aver avuto mai il benché minimo problema. Sento il plof dell'ancora in acqua, ma contemporaneamente vedo Marco girarsi con un'espressione mista di incredulità e delusione, comunque degna del miglior repertorio di Avaro Vitali, tenendo in mano la cima col moschettone che si è inspiegabilmente staccato dalla catena dell'ancora. Il vento ci sta spingendo a terra, così per punizione faccio buttare in acqua Marco a tirare il gommone, mentre io svuoto nervosamente acqua con la sassola. Neanche Fantozzi ed il rag. Filini avrebbero potuto fare di meglio. Per di più nello svuotamento butto inavvertitamente il polpone fuori bordo, ma per fortuna riesco ad agguantarlo per la punta di un tentacolo e lo rimetto a bordo. Poi, come in un miraggio, ecco finalmente il nostro amico. I 15 cv del suo motore sono pochi per trainarci appesantiti dall'acqua, così chiamiamo alla lega navale, da cui parte un gommone più grosso che ci viene a recuperare.
Rientriamo distrutti nel fisico e nel morale e, come per dispetto, la sentina elettrica riprende beffardamente a funzionare proprio mentre entriamo in porto. Insomma, una vera avventura da provetti muppet.
Avviso anche Guidone che se non ritira immediatamente l'anatema contro Marco, la prima volta che passiamo da Vado e lo troviamo in acqua gli mostriamo dal vivo la capacità di penetrazione dei nostri fucili (e non solo) usando le sue terga come bersaglio e che al primo pescione della stagione ne facciamo una gigantografia da svariati mega e gli intasiamo la casella di posta elettronica, con conseguenze disastrose sulla sua bolletta  telefonica :-)))))))))).

 

 

Gianni Parcher: Dove ho messo le chiavi??

Sabato spesa di corsa, moglie al lavoro; ore 11.00 arrivo sulla spiaggia piena di bagnanti, al largo ci sono un paio di posticini da visitare; parcheggio l'auto in retromarcia, uscendo dall'auto chiudo la serratura della portiera che attiva la chiusura centralizzata, serrando tutto; con la chiave apro il portellone e comincio la svestizione di pantaloncino e maglietta, rimango in costume; decido di allontanarmi verso la spiaggia a qualche decina di metri in costume per dare un'occhiata ad eventuali palloni da sub; in virtù della presenza di bambini giocherelloni nei pressi delle auto parcheggiate vicino la mia, e per la quantità di attrezzatura che riempie il bagagliaio della mia station vagon, automaticamente abbasso il portellone che si blocca disgraziatamente serrato dalla chiusura centralizzata. Per riassumere la situazione è:

  • chiavi di casa e dell'auto poggiate sul copri vano, al di là del vetro
  • io in costume e basta, per di più senza scarpe
  • portellone che non si muove nemmeno di una virgola ovviamente
  • Panico!!

Dopo qualche minuto ancora peggio, la soluzione poteva essere quella di forzare il portellone o rompere il deflettore, ma io neanche per sogno! Adesso arriva il bello!
Decido di fare l'autostop in costume e Luglio che c'e di strano ? ....dopo neanche 5 minuti si ferma un militare che tornava dalla sua uscita di pesca: gli chiedo un passaggio in città, distanza circa 6 km .... impietosito dalla mia Muppet storia mi fa salire e mi racconta che non ha visto un pesce bla, bla.... bla.... sfido io con tutti quei colori !!!
Grandissimo, mi accompagna sino al portone di casa, ma sono senza chiavi ed in costume, cosa fare ?? il Militare Napoletano, mi presta il suo pantaloncino, Doppio Muppet con giravolta spaziale, citofono alla nuova inquilina dello stabile affianco al mio che mi avrà visto qualche volta dal balcone interno, ed al citofono le spiego che ho necessità di entrare in casa mia passando dal balcone di casa sua sulla ringhiera...
Lei perplessa, mi dice di attendere; nel frattempo gli sguardi della gente che passa in città si fanno più numerosi e curiosi... dopo un pò mi dà l'OK per salire...
Non ha capito che devo passare in equilibrio dal suo balcone al mio, e sopratutto non immagina che sono quasi nudo... in un condominio non è normale girare cosi... ovviamente! Esco dall'ascensore e prima che possa dire o pensare qualcosa le butto tutta la storia di botto, conosce mia moglie , ma mi accorgo che ha avvisato le inquiline sue amiche che abitano di fronte, che assistono alla mia performance da equilibrista, sbalordite... sono solo in pantaloncini... Spiego alla gentile signorina che devo rientrare dal suo balcone in quanto non ho doppioni delle chiavi di casa, ma solo dell'auto... che prendo di corsa, indosso una maglietta e dei vecchi zoccoli di legno...ripeto il passaggio in equilibrio sul parapetto e rientro nel suo balcone.
La ringrazio, e corro via, il militare nel frattempo mi ha aspettato giù, gli rendo i pantaloncini, so che deve scappare, lo ringrazio e corro verso la fermata dell'autobus che porta la mare... non prendo un Autobus dai tempi in cui studiavo da geometra.... 10 anni circa...
Arrivo alla fermata più vicino alla mia auto …. circa 2km. Vado di corsa con il timore di trovare l'auto rotta, ma per fortuna tutto è come è stato lasciato; sono le 12.30 circa.  Un’ora e mezza da dimenticare, per pensare alla pescata che terminerà alle 18.00 circa... con questa storia da raccontare a mia moglie la sera ed a te in anteprima assoluta oggi!!
Salutissimi da Taranto

 

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