Pinocchio d'Oro

 

Pinocchio d'Oro

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Nell'Anno Piscatorio 2004, nell'ambito dell'assegnazione del VI Trofeo "Pinocchio d'Oro"

Il Circolo dei Pescatori Subacquei di Ladispoli

conferisce a

Stefano BELLANI

il Premio speciale

"SEGA SUB"

Il vincitore

 

Premi speciali:

Buciardo per iscritto

Sega-sub

Er barcarolo va

Il vento è girato

Preda sicura

Spari 1 prendi 2

 

 

 

Motivazione

E’ noto che un grande subacqueo, oltre alla continuità nelle prestazioni, si distingue perché compie sempre qualche grande impresa!
In questo lo assistono la preparazione atletica, la determinazione ma soprattutto la grande fantasia che gli permette di trovare sempre l’accorgimento e l’attrezzatura adatta per garantirsi anche la cattura più difficile: ed è qui che entra in scena il nostro campione. Per estrarre cernie arpionate ma incastrate in tana, la sua grande inventiva lo ha portato infatti a creare il Sega-Sten, che alcuni scambiano per una tecnica di masturbazione subacquea, mentre invece è un geniale fucile a sega che gli consente di sfrattare anche i pesci più ostinati. Il fucile in questione non spara ma viene azionato, per così dire, a mano e a profondità diverse avendo una funzione preparatoria per “facilitare l’accesso” anche alle “tane più difficili”. Ad oggi, purtroppo, Stefano Bellani, rimane l’unico utilizzatore di questo potente strumento, a causa di una serie di controindicazioni ormai accertate derivate dal suo uso frequente, come ad esempio una debolezza diffusa, occhiaie molto scure e abbassamento della vista. Se utilizzato massicciamente può arrivare a causare cecità, nonché asimmetria e squilibrio muscolare tra gli arti superiori, a secondo che il subacqueo sia destro o mancino e, a volte, addirittura vesciche e calli sulle mani. Inoltre sembra sia particolarmente malvisto dagli allenatori che non ne consentono assolutamente l’uso durante i ritiri e la preparazione alle gare. Tra i vantaggi invece si può certamente annoverare un potente effetto dermatologico per la cura di brufoli e imperfezioni della pelle e l’induzione di una grande rilassatezza durante le immersioni. Lo strumento è dotato di un fodero e può essere portato sia alla coscia che a tracolla (come Robin Hood), non è vietato durante le gare, ma si deve avere un certificato medico per utilizzarlo. Sicuramente può essere perfezionato, al fine di ridurne gli effetti collaterali, perchè diventi in futuro uno strumento indispensabile.
A questo proposito, vista la tendenza di molti subacquei a copiare le idee di altri e ad impadronirsi di innovazioni non loro, l’inventore è stato indotto a richiedere il brevetto del Sega-Sten, prima che sia troppo tardi.
 

Il Comitato all'unanimità assegna

Ladispoli (il paradiso del sub), 18 marzo 2005

Il premio a Stefano è stato assegnato in seguito ad un episodio, realmente accaduto, del quale Marco Bardi è stato testimone diretto.

BELLANI E LA SEGA.

Mi viene in mente un episodio, quando io ero barcaiolo di Stefano Bellani ad una gara.
Avevamo trovato una cernia che si infilava in una tana di fango lunga solo un metro ma che aveva un’apertura a gomito che non permetteva di guardare dentro per l'intera ampiezza della tana. In gara ci presentammo armati di una sega da legno a denti larghi comprata per l'occasione in una ferramenta del posto, per tentare di segare il fango qualora la cernia si fosse arroccata dentro. Stefano scese e sparò la cernia di circa 7 kg. Poi tornò in superficie e mi disse che l'aveva colpita in centro alla pancia ma che naturalmente si era arroccata nella tana fangosa.
Mi disse: “prepara la sega che intanto provo a vedere come posso fare”. Il trambusto attirò due barche della giuria e due capitani di altre nazioni. Stefano riemerse e si avvicinò alla barca chiedendomi l'arnese. Tutti videro che gli passavo una grossa sega a legno invece di un fucile e le facce degli spettatori erano perplesse. Stefano scese, iniziò a segare il fango e la cernia impaurita tentò la fuga verso l'esterno proprio mentre Stefano si infilava dentro per tastare nel buio fangoso della tana. La cernia con la punta dell'asta si conficcò nella muta di Stefano che fu spinto fuori dalla tana e con una mano strinse la cernia mentre l'altra tentava di segargli la testa allo scopo di finirla come si fa con lo stiletto.
Riemerse con una cernia di 7 kg infilzata in una asta che a sua volta era conficcata nella muta e con una mano che brandeggiava una grossa sega appoggiata alla testa della cernia.
Una scena irripetibile che dava l'idea dell'ingegno e della determinazione di un atleta.

Marco Bardi
Marzo 2005

 

 

 

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