Trofeo "Pinocchio d'Oro"

 

Pinocchio d'Oro

I anno

II anno

III anno

IV anno

V anno

VI anno

VII anno

Nell'Anno Piscatorio 2005, nell'ambito dell'assegnazione del VII Trofeo "Pinocchio d'Oro"

Il Circolo dei Pescatori Subacquei di Ladispoli

conferisce a

Mario PAGGI

il Premio speciale

"FIUTO SUB "

 

Il vincitore

 

Premi speciali:

Cantore dei sub

Fiuto sub

L'incantatore

Me se 'ntana!

Naufragio

Rubbapunti

 

 

 

Motivazione

Suo malgrado appartiene alla cerchia dei fortissimi pescatori subacquei di Ladispoli. Insieme al fratello Roberto, del quale vive sportivamente all’ombra e che sebbene minore ne ha la responsabilità, esce spesso a mare con nomi molto noti della subacquea locale, fatto che gli concede il non trascurabile vantaggio di poter frequentare i cosiddetti “mejio posti”. Nonostante ciò, tra un’immersione e una sigaretta, non riesce mai a mettere insieme più di una mezza chilata di pescetti. Gli amici più cari sostengono sia affetto da una grave forma di cecità ittica, che gli impedisce di vedere perfino le prede più grosse anche in posti dove tutti riescono invece a pescare qualcosa. Sembra addirittura che durante una vacanza in mar rosso abbia detto… “aho’ ma n’do’ m’avete portato, qui nun se vede un cazzo”. Non riuscendo a spiegarsi il fenomeno, questi carissimi amici, hanno deciso di farlo visitare da insigni oculisti che, pur dopo approfondite analisi, non si sono stati in grado di comprendere il mistero. Sembra che anche un luminare dell’oftamologia come il Prof. Malocchio non abbia voluto mettere a repentaglio la sua fama prendendosi la responsabilità di curarlo. Ma alla fine, quando tutto sembrava ormai perduto, la soluzione ai suoi problemi è arrivata proprio da questi cari amici che hanno prima catturato e poi addestrato un piccolo pesce-segugio che hanno poi regalato a Mario. L’animale nel tempo si è trasformato in un efficacissimo pesce da fiuto e da punta. Grazie ad un potentissimo effetto tipo-rabdomante, entra in vibrazione perfino dalla barca, riuscendo ad individuare la presenza anche dei più piccoli sbaraglioni, scorfani e cefaletti, pesci che Mario non ha mai disdegnato. Per non parlare poi della sua particolare abilità nell’individuazione di tane sicuramente popolate e nella ferma di fronte alle spigole sulle alghe. Come unico inconveniente, il pesce-segugio può dare, a volte, da dei falsi avvertimenti quando incontra lappere e bavose ma, in generale, è abbastanza affidabile. Deve essere però tenuto in costante allenamento, soprattutto fuori stagione, anche facendogli semplicemente frequentare pescherie e porticcioli. D’estate invece è tutto più semplice perché basta fargli fiutare il pesce preso dagli altri. La lungimiranza di Mario lo ha portato, nel tempo, ad investire qualche euro per un corso di addestramento che ha consentito al pesce-segugio di apprendere anche la tecnica del riporto garantendo così al padrone il recupero sicuro dei pesci che si staccano. L’intelligentissimo e fedele animale lo ripaga delle amorevoli cure facendogli interminabili feste quando rientra a casa la sera. Oggi Mario, che può dirsi un subacqueo pienamente recuperato e che ha risollevato la sua immagine di pescatore, non perde occasione per mostrare la sua riconoscenza agli amici che così premurosamente lo hanno aiutato a superare uno dei momenti più difficili della sua vita sportiva.

 

Il Comitato all'unanimità assegna

Ladispoli (il paradiso del sub), 5 aprile 2006